Loredana e Mia, sorelle diverse della canzone italiana

Le sorelle Berté sono nate lo stesso giorno, il 20 settembre, a tre anni di distanza
Loredana e Mia, sorelle diverse della canzone italiana
Credits: G. Squatriti

Una è nata il 20 settembre del 1947 e oggi, non ci avesse lasciato nel maggio del 1995, avrebbe compiuto 74 anni. L'altra è nata lo stesso giorno ma tre anni dopo, e oggi spegne 71 candeline. Una è considerata tra le voci più belle e le interpreti migliori della musica italiana. All'altra hanno dato il soprannome di "leonessa del rock italiano", a sottolineare la sua attitudine più rock, appunto. Una, quella più grande, ha cantato alcune delle canzoni d'amore più belle mai scritte in Italia, da "Minuetto" (e non ci stancheremo mai di ricordare l'autore del testo meraviglioso di questa canzone, Franco Califano) a "Gli uomini non cambiano", passando per "E non finisce mica il cielo", "Per amarti" e "Almeno tu nell'universo".

L'altra ha esordito con un album interamente dedicato al sesso (fu la prima a dire "cazzo" in una canzone, "Il tuo palcoscenico", subito censurata), incidendo poi canzoni che divennero i suoi manifesti: "Dedicato", "Non sono una signora", "Amici non ne ho", "Luna". Una era osannata dalla critica: quando, nel 1982, si presentò al Festival di Sanremo con "E non finisce mica il cielo" (un gioiello firmato Ivano Fossati), i giornalisti istituirono appositamente per lei il "Premio della Critica" (anche se in precedenza esisteva un altro premio assegnato dalla critica, il "Premio giornalistico alla migliore interpretazione"). L'altra, con la critica, non è mai andata particolarmente d'accordo: "È opinione generale/ quella che non so cantare / e che vesto sempre male / Per la stampa nazionale / mi suicido per campare / come sponsor l'ospedale", cantava in una delle sue canzoni più conosciute.

La diversità con la sorella maggiore, Loredana Berté non l'ha mai negata. In una delle pagine più intense del suo libro, "Traslocando - È andata così", nel capitolo dedicato alla sua vita in Svezia come moglie del tennista Björn Borg, scrive della sorella: "Era tutto il contrario di me, anche del mio stile. Eravamo la madonna e la mignotta, in Svezia", alludendo ad una visita di Mia Martini in terra svedese. Eppure, a guardarle cantare insieme, ci sembrano così simili, tra loro: due "sorelle" appunto, come recita anche il titolo di un disco congiunto uscito proprio il 20 settembre del 1999, contenente alcune canzoni di Loredana ed altre di Mia.

Noi abbiamo voluto fare i nostri auguri a Loredana e ricordare Mia con questa manciata di duetti e canzoni tratte dai rispettivi repertori.

Il duetto su "Te possino dà tante cortellate", dal programma tv "Montecatini Follies" del 1977.

Un altro duetto: quello su "Dedicato", dal programma tv "Tandem" del 1983.

Quella volta che le sorelle Berté si presentarono in gara al Festival di Sanremo, insieme, con "Stiamo come stiamo": era il 1993.

Nell'album "Traslocando" di Loredana Berté, uscito nel 1982, è contenuta anche questa "Notte che verrà", con testo scritto da Mia Martini e musica di Guido Guglielminetti (oggi braccio destro di Francesco De Gregori).

Loredana Berté canta "Luna" al Festival di Sanremo 1997: è uno dei brani che la cantante ha dedicato a sua sorella, dopo la scomparsa.

"Minuetto", dal repertorio di Mia Martini, in un'esibizione a "Canzonissima" del 1973.

"Non sono una signora", la canzone-manifesto di Loredana Berté.

"Padre davvero", dal repertorio di Mia Martini: è un'esibizione dal vivo al Teatro Sistina di Roma datata 1977.

Quando si ricorda Mia Martini è impossibile evitare "Almeno tu nell'Universo", probabilmente la sua canzone più amata dal pubblico, un vero e proprio classico della musica italiana.

"Zona venerdì" di Loredana Berté, una canzone struggente sulla morte di sua sorella Mia.

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