I dieci album preferiti di sempre di Rick Wright

L'ex membro dei Pink Floyd è morto tredici anni fa
I dieci album preferiti di sempre di Rick Wright

Il 15 settembre 2008 moriva, all'età di 65 anni a causa di un cancro, Rick Wright (nella foto vestito di bianco), il polistrumentista e membro fondatore, con Nick Mason e Roger Waters, dei Pink Floyd nel 1965. Ai tre poco dopo la nascita del gruppo si unì l'instabile Syd Barrett e poi il chitarrista David Gilmour. Il militare in una band con personalità del genere potrebbe fare passare Wright per un personaggio di secondo piano, in realtà egli fu fondamentale nello sviluppo artistico della formazione britannica.

Per ricordarlo oggi, a distanza di tredici anni dalla sua morte, abbiamo ripescato uno scritto pubblicato da Pink-Floyd, sito gestito da fan dedicato alla band, al quale – su richiesta - aveva rivelato i suoi dieci album preferiti di sempre. Una scelta ad ampio spettro musicale che include, oltre ad artisti vicini al rock, anche i compositori Aaron Copland e Henryk Górecki, quest'ultimo musicista polacco di musica contemporanea.

Di Górecki Wright sceglie la 'Sinfonia numero 3' e ricorda: "Poi qualcuno suggerì che avevamo bisogno di qualcosa che suonasse come Górecki. Non ne avevo mai sentito parlare, così sono uscito, ho comprato questo album e ora lo adoro. Sebbene Górecki sia un compositore classico, penso che questa musica graviti nello stesso alveo di Gabriel o Eno, tranquilla ed eterea."

Anche Peter Gabriel e Brian Eno, figurano anche nella sua classifica dei dischi preferiti. Di Gabriel ha scelto la colonna sonora "Passion" (1989) commentando: "Mi sento molto vicino a questa musica. Penso che Peter senta la musica nel modo in cui la sento io, posso dire che è uno spirito affine." Mentre di Eno ne elogia il talento in questo modo: "Ho spesso elogiato le capacità musicali di Eno, ma oltre al suo talento, è anche un ragazzo molto simpatico. Nauseabondo, vero?".

Della produzione di Brian Eno Rick Wright ha scelto l'album "My Life In The Bush of Ghosts" pubblicato nel 1981 insieme al frontman dei Talking Heads David Byrne. Un disco di una potenza tale che "mi ha colpito di lato quando l'ho sentito per la prima volta. Pieno di loop di batteria, samples e paesaggi sonori, cosa che ora diamo per scontata, ma che era inaudita in tutti i circoli musicali più progressisti dell'epoca." Del contributo di Byrne al disco ha detto: "E come se non bastasse c'era anche la voce di David Byrne, che di per sé vale quasi la pena per acquistare qualsiasi album”.

Sempre rimanendo in area Byrne-Eno Rick Wright nella lista dei suoi preferiti, inserisce anche l'album del 1980 dei Talking Heads "Remain in Light", con una particolare predilezione per la canzone "Once In A Lifetime". "Quando ho preso l'album non riuscivo a smettere di ascoltare "Once In A Lifetime", perché era l'esempio perfetto di quel fantastico trucco dei Talking Heads in cui si combinano la stravaganza con la melodia. Non è facile da farsi, soprattutto se cerchi di mantenere una certa integrità."

Rick Wright non poteva esimersi dall'omaggiare le sue radici musicali che affondano nel jazz, ha quindi selezionato per la sua compilation dei sogni "Porgy and Bess" di Miles Davis, non mancando di commentare che potrebbe "felicemente indicare dieci dischi di Miles Davis come i miei dieci dischi preferiti di tutti i tempi". Pesca ancora nella sua esperienza personale e racconta: “La prima musica che ho sentito è stata la classica, perché sono cresciuto nei giorni precedenti al rock'n'roll, ma poi le stazioni radio mandavano il jazz e ho iniziato ad ascoltare i musicisti più tradizionali come Humphrey Lyttelton e Kenny Ball. Poi ho scoperto Miles."



Cambiando spartito musicale Rick Wright prosegue nel formare la sua Top Ten scegliendo The Band e il loro album del 1968 "Music From Big Pink". Dice che sino ad allora non si era mai interessato al rock and roll. “Quando sono entrato per la prima volta nei Floyd non mi piaceva affatto la musica pop: ascoltavo jazz e quando i Beatles pubblicarono "Please, Please Me" non mi piaceva per niente. Pensavo che fosse davvero puerile. All'epoca non c'era molto in giro che mi entusiasmasse, ma poi ho visto The Band ed erano totalmente diversi, totalmente entusiasmanti.”


Altro album che ha incontrato i suoi favori è "Jeff Beck's Guitar Shop", disco uscito nel 1989, del quale ha detto: "Per quanto riguarda i chitarristi rock, lui è il mio eroe di tutti i tempi. Ha iniziato come chitarrista blues come Clapton, ma ha esplorato molto di più le possibilità dello strumento. Probabilmente non lo sapete, ma quando Syd lasciò i Pink Floyd chiedemmo a Jeff Beck di unirsi a noi, fu la nostra prima scelta".


A chiudere i magnifici dieci di Rick Wright ecco ancora "The Royal Scam" (1976) degli Steely Dan e "The Colour Of Spring" (1986) dei Talk Talk. A proposito del quale dichiara: "La semplicità delle canzoni e la voce di Mark Hollis rendono questo album semplicemente incredibile. Il primo brano, "Happiness Is Easy", spiega tutto: nient'altro che un basso, un rullante e uno strano accordo. Questo sono i Talk Talk, grandi canzoni e semplicità con un tocco in più".

Riassumendo, questi sono i dieci album preferiti di Rick Wright:

"Music From Big Pink" – The Band

"Jeff Beck’s Guitar Shop" – Jeff Beck

"Appalachian Spring: Bernstein Conducts Copland" – Aaron Copland

"Porgy and Bess" – Miles Davis

"My Life In The Bush Of Ghosts" – Brian Eno & David Byrne

"Passion" – Peter Gabriel

"The Royal Scam" – Steely Dan

"Remain in Light" – Talking Heads

"Symphony Number 3" – Henryk Górecki

"The Colour of Spring" – Talk Talk

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