Eurovision 2022 a Torino: come e perché stata scelta la città

Ufficializzato il nome della città che ospiterà la manifestazione, in arrivo in Italia il prossimo maggio. La scelta è stata effettuata dalla Rai in coordinamento con la European Broadcasting Union.
Eurovision 2022 a Torino: come e perché stata scelta la città

Dopo una lunga attesa, è arrivata la decisione su Eurovision 2022: la manifestazione si svolgerà a Torino, dal 10 al 14 maggio. L'ufficialità della Rai e della European Broadcasting Union è arrivata in tarda mattina, dopo una fuga di notizie. Gli account social hanno pubblicato anche un video certifica la scelta. 

Una lunga attesa per l'annuncio

La decisione era attesa per la fine di agosto, salvo poi essere rimandata più volte fino ad arrivare ad ottobre inoltrato. A settembre un teaser dell'account ufficiale della manifestazione - che ha fatto discutere per l'associazione stereotipata tra l'Italia e la pizza. Poi ieri, 7 ottobre, un altro teaser su Twitter,  che giocava su quello che per i fan della manifestazione era diventato un tormentone "Host city when?". 

In queste settimane è emerso che il processo decisionale si è rivelato più complesso del previsto, con indiscrezioni che nel frattempo trapelavano e davano per favorita questa o quella tra le cinque città ancora in lista (Bologna, Torino, Milano, Rimini e Pesaro), alcune delle quali sotto elezioni amministrative con sindaci nuovi o da riconfermare.

Come è stata scelta la città

La città è stata scelta con un lungo processo iniziato tre mesi fa, con un bando di Rai ed European Broadcasting Union (l'associazione dei broadcaster che organizza Eurovision) diffuso lo scorso 7 luglio con una serie di parametri molto precisi per logistica, accoglienza e struttura ospitante.

Avevano aderito ben 17 città, tra cui i principali capoluoghi di regione, a cui si erano aggiunte città come Sanremo (che faceva leva sulla continuità con il Festival, pur essendo privo di una struttura adattabile) e nomi imprevisti e improbabili come Palazzolo Acreide o Acireale. Ai primi di agosto erano state ridotte a 11, poi a 5, con la rumorosa esclusione di Roma dalla cinquina finale. Ma se Bologna, Torino e Milano erano apparse fin da subito favorite, le speranze della capitale erano sembrate subito molto deboli, per via dell'inadeguatezza della struttura per la manifestazione.

Perché è stata scelta Torino

Alla fine l'ha spuntata Torino, che da anni era la scelta logica in caso di arrivo della manifestazione in Italia: se ne era già parlato nel 2017 quando l'Italia partecipò con Gabbani ed "Occidentali's karma" venendo data per favorita. Poi non andò come sperato e per il 2022 la Rai e la EBU sono partite da zero
La città, oltre ad avere un aeroporto e una buona ricettività in termini di alberghi e strutture, ha soprattutto il palazzetto più moderno d'Italia,  il Palalpitour, costruito per le olimpiadi invernali del 2006: è l'unico in grado di soddisfare i criteri e le specifiche necessarie per ospitare la manifestazione. Ha dichiarato Martin Österdahl, a capo di EBU

Torino è la città ospitante perfetta per il 66° Eurovision Song Contest. Come abbiamo visto durante le Olimpiadi invernali del 2006, il PalaOlimpico supera tutti i requisiti necessari per mettere in scena un evento globale di questa portata e siamo rimasti molto colpiti dall’entusiasmo e dall’impegno della Città di Torino che accoglierà migliaia di appassionati il prossimo maggio.
Questo sarà il primo Eurovision Song Contest che si terrà in Italia dopo 30 anni e, insieme alla nostra emittente ospitante Rai, siamo determinati a renderlo speciale.

Carlo Fuortes, amministatore delegato Rai:

La scelta fatta dalla Rai, insieme all’EBU, non è stata facile visto l’altissimo livello delle proposte fatte dalle città concorrenti, che ringrazio per la loro entusiastica partecipazione. Da oggi inizia un viaggio emozionante per la Rai e la città di Torino che ci condurrà a maggio 2022. Una grande sfida per la Rai e per il nostro Paese.

Il processo di scelta però è stato quindi più complesso del previsto, anche se non sono stati resi noti i motivi del ritardo di una decisione che la Rai aveva promesso ai media per fine agosto. Forse la concorrenza agguerrita di altre città (in particolare Bologna e Rimini), forse la concomitanza delle elezioni amministrative: siamo nel campo delle ipotesi. Ci sono alcuni nodi che erano emersi - su tutti quello del media center, originariamente previsto al PalaVela, che però è distante dal PalaAlpitour e quindi renderebbe logisticamente complessi alcuni movimenti - su cui sarà interessante avere aggiornamenti. 

Il nodo dei conduttori

È meno rilevante, vista la struttura dello show: di solito sono 3 o 4 e fanno da collante più che da veri e propri presentatori. La candidatura di Alessandro Cattelan è palese ed è ammessa dalla Rai stessa, che l'ha ufficializzata alla conferenza stampa di "Da grande": bisognerà vedere poi come peseranno i bassi dati di ascolto del programma sul profilo del presentatore. Da qualche giorno è riemerso il nome di Mika, soprattutto per una battuta ad un programma radiofonico di un conduttore, presa per buona da diverse testate nonostante sia stata poi smentita. Ancora oggi il corriere dava Mika come presentatore in maniera netta, senza forme dubitative. Ma lo staff del cantante aveva già smentito settimane fa l'esistenza di trattative per la presenza del cantante.

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