Dj Gengis: “Se suoni come suonano tutti sei finito”

Il dj e produttore ha pubblicato “Beat Coin”: un disco in cui rap e pop si abbracciano grazie all’incontro di una lunga serie di artisti. L’intervista.
Dj Gengis: “Se suoni come suonano tutti sei finito”

Quello di Dj Gengis è un viaggio. Iniziato tanti anni fa fra battle e produzioni, sempre colonna portante nei live di Noyz Narcos oltre che affermato beatmaker, nel suo percorso ha collaborato anche con il collettivo rap Truceklan. Ma i confini non gli sono mai piaciuti come dimostra la spinta che, l’anno scorso, ha innescato la collaborazione tra Salmo e Alex Britti in un pezzo, “Brittish”, di cui lo stesso Gengis è anche autore. Il producer ha pubblicato “Beat Coin”, una fotografia nitida della sua carriera. “La genesi del lavoro ha coinciso con il primo lockdown – sottolinea Dj Gengis – il primo pezzo su cui ho lavorato è stato quello con Carl Brave e Gemello, poi è arrivato quello con Noyz Narcos e Gast. Da qui l’idea di un progetto ampio che raccontasse in qualche modo tutto il mio percorso che va dal rap classico al pop. E grazie alla presenza di tanti artisti ho avuto la possibilità di spaziare nelle produzioni. L’approccio che ho avuto è sempre stato semplice e lineare: partivo dalla musica, si cercava di capire chi potesse essere l’artista migliore per quel genere di sonorità e si procedeva”.

Nel disco si possono trovare collaborazioni prestigiose con nomi come Gemitaiz, Coez, Random, Neffa, Franco126, Tormento, Clementino, Danno, Nashley, Mostro, Dani Faiv, Nerone, Ensi, Carl Brave, Gemello, Noyz Narcos, Gast e Soul Sinner. È un disco rap a tutti gli effetti, con parti rappate intense e momenti di scratch, di cui Dj Gengis è un maestro, che riempiono il cuore degli appassionati. Ma non mancano le contaminazioni, lontane da facili mode. Proprio come una criptomoneta, a cui si ispira il titolo, il prodotto finale vuole prendere dal passato, ma guardare anche al futuro.

“Ho sempre cercato di non fare quello che fanno gli altri – continua il produttore – oggi più che mai se suoni come suonano gli altri sei finito. Anche negli ascolti sono così: mi annoio facilmente, cerco sempre stimoli e di combattere la noia. Quando uscì il Truceklan fu oggettivamente un momento di rottura, qualche cosa di nuovo. Non penso che oggi non si osi più: per me è tutto ciclico. Ogni tot esce qualche cosa che piano piano prova a cambiare le regole del gioco. ‘Beat Coin’ è nato e cresciuto in modo naturale: alcuni artisti si sono incontrati, altri no a causa del periodo storico in cui il tutto ha preso forma. I testi sono usciti in modo diretto, di getto. Alcuni, dopo aver sentito la canzone, hanno poi voluto modificare alcune parole o accenti, ma è normale. Nella sua globalità il disco è stato mosso da una forte spontaneità”.

I produttori oggi in Italia sono finalmente messi sullo stesso piano degli artisti. “In America è così da anni, basti pensare a nomi come Marley Marl o più recentemente a Timbaland, nel nostro Paese a certi traguardi si arriva sempre dopo – conclude Dj Gengis – in realtà abbiamo sempre avuto produttori importanti e centrali per la storia del rap, penso a Don Joe, Squarta o a Ice One. Ora i produttori, forse, sono un po’ più sotto i riflettori. Di certo il mondo tecnico è letteralmente cambiato. Trent’anni fa affittare uno studio per lavorare su un disco era davvero per pochi. La musica richiedeva un esborso di denaro che oggi viene ridotto grazie alla tecnologia: con una buona attrezzatura si può fare quasi tutto ‘da casa’. Per molti questo è la causa di una saturazione, di un’uscita troppo massiccia di musica. Io invece penso che una maggiore accessibilità sia una grande conquista”.

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