Sony BMG ed EMI ci ripensano: in arrivo altri Cd con sistema anticopia

Sony BMG ed EMI ci ripensano: in arrivo altri Cd con sistema anticopia
Dopo i ripensamenti dei mesi scorsi le major discografiche si rimangiano la parola e tornano all’attacco con i programmi anticopia incorporati nei Cd. Sony BMG, per esempio, che pure aveva detto ufficialmente basta ai compact disc 'protetti' (vedi News), ha deciso di sperimentare sulle sue nuove pubblicazioni (quali e quante non si sa) un “copy manager” per pc sviluppato da SunnComm che funziona con il Windows Media Player e il relativo software di protezione DRM: una volta inserito il dischetto nel lettore del pc, l’utente viene avvertito esplicitamente dell’installazione del programma che consente di effettuare un massimo di tre copie; se questi rifiuta le condizioni proposte, il Cd viene immediatamente espulso dal lettore. La EMI ha invece scelto per alcune prossime uscite inglesi e americane (la prima è il nuovo disco di Jermaine Dupri) una nuova versione del software anticopia di Macrovision: a differenza del precedente, quest’ultimo non dovrebbe più creare problemi di riproduzione su computer e lettori portatili ma consente di masterizzare una sola volta il Cd impedendo la successiva copia da copia (il Cd masterizzato non è neanche riproducibile sul pc).
Come riferiscono diverse testate, e tra queste il New York Times, la notizia ha già sollevato polemiche e perplessità tra i consumatori di musica americani: in particolare si sottolinea il fatto che il sistema adottato da Sony BMG non è compatibile con i software che la Apple impiega per iTunes e per l’iPod (il sistema proprietario Fairplay). Per Thomas Hesse, presidente della divisione Global Digital Business della major, tocca a Steve Jobs prendere gli opportuni accorgimenti (“basta un colpetto all’interruttore”, ha detto). Ma per molti osservatori il rischio è che i numerosissimi utenti Apple, invece di aggirare il sistema “importando” le tracce musicali una alla volta dal compact disc al lettore portatile, decidano di tagliare la testa al toro procurandosi la musica per l’iPod dai negozi digitali on-line e dicendo addio ai tradizionali Cd Audio. Un risultato desiderato, magari, dall’azienda nippo-tedesca? E come la prenderanno i rivenditori di dischi, se il fenomeno dovesse davvero assumere dimensioni di massa?
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