Quella volta che Ozzy Osbourne danneggiò una camera d’albergo con uno squalo

Un aneddoto riguardante il già frontman dei Black Sabbath, risalente al 1971
Quella volta che Ozzy Osbourne danneggiò una camera d’albergo con uno squalo

Personaggi come Ozzy Osbourne sono da sempre una fucina di aneddoti - più o meno estremi, più o meno reali - che vanno ad arricchire gli annali della storia del rock. Sul già leader dei Black Sabbath sono state raccontate - e ancora se ne raccontano - moltissime storie, da quelle riguardanti il suo rapporto con l’alcol e la cocaina, a quelle sulle formiche.

Sul rapporto dell’artista britannico con la fauna, un aneddoto è stato tramandato direttamente da Tony Iommi, collega di Ozzy nella band di “Paranoid”. A margine di un’intervista concessa al New York Post nel 2011 per presentare la sua autobiografia “Iron Man: My Journey through Heaven and Hell with Black Sabbath”, il chitarrista ha raccontato di quella volta che Osbourne decise di divertirsi con uno squalo, danneggiando una camera d’albergo. 

“Quando ti droghi, alla fine sei sempre annoiato, finisce che devi sempre combinare qualcosa”, aveva detto Iommi: “Come Ozzy, che spaccò una finestra con uno squalo, facendolo a pezzi e imbrattando i muri della nostra stanza con il suo sangue”.

L'anedotto è stato narrrato più dettagliatamente da Tony Iommi nel suo libro di memorie, nel quale ha raccontato che durante la seconda tournée in America dei Black Sabbath nel febbraio 1971 lui e Ozzy Osbourn insieme agli altri membri della formazione inglese alloggiavano presso l’hotel Edgewater di Seattle. La struttura, costruita su delle palafitte e affacciata sull’acqua, offriva la possibilità di pescare direttamente dalla propria finestra grazie alle lenze fornite dalla reception.

“Una volta Ozzy stava pescando dalla finestra e ha catturato uno squalo, che ha messo nella vasca da bagno per fare il concerto.

Ovviamente lo squale è morto”, ha scritto il chitarrista nella sua autobiografia “Iron Man: My Journey through Heaven and Hell with Black Sabbath”. Andando avanti con il racconto, il già addetto alle sei corde dei Black Sabbath ha poi narrato: “Successivamente Ozzy si è messo a farlo a pezzi. C’erano sangue e schifo ovunque. Bill Ward alloggiava nella stanza sotto la mia e aveva la finestra aperta. Ho catturato lo squalo, l’ho preso con la mia lenza e l'ho gettato nella camera di Bill. Era molto sorpreso. Non piacevolmente, ma molto sorpreso! Avere uno squalo insanguinato che vola attraverso la tua finestra: 'Ahhhh!' Lo gettò fuori dalla finestra in mare, ma da quel momento la stanza puzzò di pesce. In realtà, tutte le camere odoravano di pesce”.

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