La storia di "Message in a bottle", raccontata da Andy Summers

Il primo singolo del secondo album dei Police "Reggatta de Bland" uscì nel settembre 1979
La storia di "Message in a bottle", raccontata da Andy Summers

Dopo un album di successo come "Outlandos d'Amour", il rischio per i Police di mettere il piede in fallo con il secondo disco era più che possibile. Molti sono gli artisti che si sono schiantati una volta chiamati a confermare quanto di buono realizzato con l'esordio. In realtà il terzetto composto da Sting, Andy Summers e Stewart Copeland nel 1979 pareva non avere di queste preoccupazioni.

Ha ricordato qualche anno fa il chitarrista della formazione inglese Andy Summers: "La cosa interessante di Sting come autore era che aveva già molte di queste canzoni, aveva un intero libro pieno di testi.

Aveva questo libro gigante, un libro grande, spesso, rilegato. Con le pagine che contenevano i testi. Non è entrato nei Police e ha iniziato a scrivere canzoni, le scriveva da anni. E penso che continuasse a tornare a questo gigantesco libro e continuava a tirarne fuori. Quindi non abbiamo mai veramente esaurito il materiale. Diceva, 'Beh, ho quest'altra.' 'Un altra?!'”.

Ed è da quel libro che è uscito uno dei loro brani più classici: "Message In A Bottle". Spiega al proposito Summers: "Davvero, il processo era come potevamo prendere parte di questo materiale fondamentalmente grezzo e 'Policeficarlo', renderlo nel modo in cui suonavamo noi. Che era ovviamente la chimica unica tra la chitarra, il basso, la voce acuta che aveva Sting a quel tempo e la batteria di Stewart. Non si è mai ripetuta. Quindi non riesco a ricordare esattamente cosa abbiamo passato una volta iniziato, ma dobbiamo averla provata un paio di volte."

Come per tutti i successi dei Police, Sting è indicato esclusivamente come l'autore della canzone, ma secondo Summers, lui e Copeland hanno contribuito a ultimare la canzone. "Avevamo tutti delle idee. Eravamo molto collaborativi. Penso che avessimo già trovato la nostra strada. La cosa tra Sting e me, siamo cresciuti ascoltando più o meno lo stesso tipo di musica, che era molto jazz, molto Miles Davis, un sacco di Thelonious Monk e anche i Beatles, il blues e tutto il resto. I nostri gusti erano molto simili."

Con questi gusti musicali condivisi, Summers si rese subito conto di avere trovato il partner perfetto per la scrittura di canzoni: "Avrei potuto suonare cose più bizzarre con la chitarra e lui non avrebbe sussultato, avrebbe cantato e basta.

Voglio dire, un cantante meno talentuoso avrebbe detto, 'Cos'è questa cosa strana che stai suonando?' Mi ha davvero aperto la strada come chitarrista perché suonavo molta chitarra classica, studiavo jazz, suonavo ogni genere di roba. I Police sono stati davvero il crogiolo in cui tutto si è riunito. Era il giusto crogiolo per le abilità chitarristiche che possedevo, con un cantante che aveva orecchio per questo. Ecco perché era così unico. Non c'è una formula per questo. Tre persone molto diverse che si sono incontrate nel posto giusto. Cose che non penseresti sarebbero andate insieme, ma ovviamente hanno creato quel suono unico.".

Chiaramente si resero conto quasi immediatamente che "Message In A Bottle" era un qualcosa di speciale. Racconta ancora Summers: "Ho sempre pensato che fosse la più grande parte di batteria che Stewart avesse mai realizzato. Davvero viva ed interessante. Ricordo che stavamo registrando alla periferia di Londra in questo piccolo studio (i Surrey Sound Studios, con il produttore Nigel Gray), cercando di mettere insieme le nostre cose. Vennero due ragazzi della A & M Records, si sono seduti sul divano, abbiamo messo su quella canzone, sorridevano moltissimo, perché era una traccia killer.”

"Message In A Bottle" venne pubblicata come singolo una settimana e mezzo prima dell'uscita dell'album "Reggatta de Blanc", fu un successo immediato nel Regno Unito, ma raggiunse solo la posizione numero 74 negli Stati Uniti, che sarebbe poi diventata una delle roccaforti dei Police. Anche se raggiunsero la posizione numero uno della chart solo una volta, nel 1983, con "Every Breath You Take".

"Siamo stati molto fortunati e da lì è andato tutto molto rapidamente", ricorda ancora Summers. "C'è voluto circa un anno e poi è successo tutto. All'inizio non riuscivamo ad avere nulla, poi un anno dopo, dopo aver fatto un piccolo tour nella costa orientale degli Stati Uniti, esplose nel Regno Unito.”

In Gran Bretagna "Message In A Bottle" trascinò alla numero uno anche l'album "Reggatta de Blanc", così come il loro singolo successivo, "Walking On The Moon". A distanza di tutti questi anni di "Message In A Bottle" Andy Summers dice: "È la mia preferita. È quella che è altamente riconoscibile come Police. La adoro ancora. Penso che sia un grande classico e una canzone pop dal suono molto diverso. Per me è la migliore dei Police. Ci sono molte altre grandi canzoni, ma quella mi è sempre piaciuta particolarmente. Quando faccio dei concerti da solista, la suoniamo alla fine e tutti ne vanno pazzi.”

Il lato B di "Message In A Bottle" è "Landlord", uno dei brani più oscuri dei Police, che non è mai stato pubblicato su un album in studio. Di quella canzone Summers ricorda: "Era molto presto, perché ero appena entrato nella band. Era una cosa più punk. Che non era proprio, in definitiva, il nostro stile. Ma ci siamo riuniti nel fermento della furiosa scena punk londinese e questo era il materiale che suonavamo nei primi mesi. Una volta che diventammo davvero una band ufficiale con me dentro (Andy Summers sostituì Henry Padovani nell'agosto del 1977, ndr) e iniziammo a provare, ovviamente, tutto cambiò, e partimmo con il 'classico suono dei Police', dopo di allora non abbiamo più suonato canzoni come "Landlord". Per me è una canzone dei Police molto grezza, non sono i veri Police.”

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