Quando Roger Daltrey si prese una polmonite per fare la copertina di un album degli Who

Accadde nel 1967, e il disco in questione è "The Who Sell Out"
Quando Roger Daltrey si prese una polmonite per fare la copertina di un album degli Who

Per la realizzazione dell'immagine di copertina del terzo album degli Who, pubblicato nel 1967, "The Who Sell Out", il frontman della band britannica Roger Daltrey si prese la polmonite dopo essersi seduto in una vasca colma di fagioli al forno.

Daltrey, conversando con la rivista Classic Rock, dice di avere "tirato la paglia corta" quando si trattò di creare l'artwork per l'album.

"Eravamo appena tornati dalle Hawaii da un tour con gli Herman's Hermits. Eravamo a casa solo da cinque giorni. Ho tirato fuori la pagliuzza più corta per chi si sarebbe seduto con i fagioli al forno.
Purtroppo per me, i fagioli erano stati messi in una cella frigorifera. Erano gelati e dopo che ero seduto lì da un'ora mi battevano i denti. Quindi misero dietro un fuoco elettrico e alla fine stavo letteralmente cuocendo. Mi ammalai parecchio per quello."

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Gli Who descrissero "The Who Sell Out" come un disco di 'power pop', il chitarrista della formazione londinese Pete Townshend spiegò che volevano dimostrare che il pop era un qualcosa di più che delle semplici canzoni usa e getta. "Suppongo che si tratti di scrivere canzoni pop che abbiano qualcosa in più rispetto al solito. Penso che il power-pop sia stato solo il tentativo di dire, 'Ascoltate, le canzoni pop non saranno più ciò che sono state. Avranno potere, energia, colore e umorismo. Saranno più importanti e molto più enfatizzate. Saranno più maliziose e, forse, anche più pericolose'. In un certo senso, il power-pop fu un riconoscimento, in quel periodo nel 1967, la funzione della canzone pop era cambiata."


Gli Who apprezzarono molto la sfida di realizzare quel disco. Pete disse ancora: “Mi è piaciuto molto questo processo. Mi sembrava di scoprire cose sulla chitarra che non avevo scoperto prima. Stavo trovando il modo di creare nuove armonie, trame e nuovi suoni. Per me c'erano delle sfide e io mi avvicinavo a loro. E a volte le portavo a termine".
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