Perché Ronnie James Dio era riluttante a sostituire Ozzy Osbourne nei Black Sabbath?

Un estratto dall’autobiografia postuma di prossima uscita del compianto cantante statunitense ripercorre la storia di come Dio si decise a sostituire Ozzy Osbourne
Perché Ronnie James Dio era riluttante a sostituire Ozzy Osbourne nei Black Sabbath?

Il prossimo 27 luglio sarà pubblicata l’autobiografia postuma di Ronnie James Dio, “Rainbow in the Dark: The Autobiography”, a cui il compianto cantautore statunitense aveva iniziato a lavorare prima della sua scomparsa, avvenuta il 16 maggio 2010, e poi completata dalla di lui vedova Wendy e dallo scrittore Mick Wall. 

In attesa dell’uscita del volume, è stato reso disponibile un estratto, riportato dall’edizione statunitense di “Rolling Stone”, il quale racconta che l’artista, al secolo Ronald James Padavona, era riluttante a unirsi ai Black Sabbath quando gli fu chiesto per la prima volta e spiega come poi Dio si decise a sostituire Ozzy Osbourne nella band di “Paranoid” nel 1979.

All’epoca, Ronnie James Dio aveva da poco lasciato i Rainbow - band fondata dal già chitarrista dei Deep Purple Ritchie Blackmore, di cui Dio fece parte tra il 1974 e il 1978 - quando incontrò casualmente Tony Iommi, con cui presto iniziò a scrivere canzoni. 

“Una sera ero al Rainbow quando il chitarrista dei Sabbath, Tony Iommi, entrò. Tony mi è piaciuto subito. Sapevo che era il leader musicale dei Sabbath, la mente dietro alcuni dei più classici riff di chitarra nella storia del rock. Abbiamo iniziato a parlare e si è scoperto che entrambi stavamo contemplando l’idea di fare album solisti. Tony confidò che la band aveva appena cacciato Ozzy”, ha scritto Ronnie James Dio, ricordando poi di aver “suggerito una possibile collaborazione” e del successivo invito a unirsi ai Black Sabbath.

“Ammetto che all’inizio ero riluttante all’idea”, ha raccontato nella sua autobiografia postuma di prossima pubblicazione il cantautore statunitense scomparso all’età di 68 anni nel 2010. Ha aggiunto: 

“Volevo disperatamente fare di nuovo le mie cose dopo gli anni di lavoro sotto il comando di Ritchie Blackmore. Non ero nemmeno sicuro di come diavolo avrei dovuto sostituire Ozzy Osbourne nei Black Sabbath. A differenza degli anni a venire, quando gruppi come Van Halen, Bad Company, Iron Maiden e persino i Queen potevano arruolare impunemente un nuovo frontman, alla fine degli anni '70, l'idea che un gruppo superstar come i Sabbath potesse sostituire il loro frontman era considerata impensabile. I Led Zeppelin senza Robert Plant, i Rolling Stones senza Mick Jagger? Sacrilegio”.

Dio ha successivamente spiegato che il fatto che fosse “già ben noto al pubblico rock come cantante dei Rainbow era un'arma a doppio taglio, per come la vedevo io”, questo perché avrebbe potuto finire per “alienare sia i fan dei Sabbath che quelli dei Rainbow”. Ronnie James Dio ha poi narrato: “Tony mi assicurato che sarei stato in grado di farcela. Beh, vocalmente, di sicuro. Ozzy era un grande frontman, ma un grande cantante? Non così tanto. Ma Ozzy era i Sabbath per quanto riguardava le loro legioni di fan in tutto il mondo. Come avrebbero reagito al ragazzo americano dei Rainbow, al di là di quanto bene potessi cantare?”.

L’insistenza di Tony Iommi nel voler Dio tra le fila dei Black Sabbath portò alla rottura fra questi e il manager Don Arden - nonché padre di Sharon, moglie di Ozzy Osbourne dal 1982 - secondo cui il cantautore statunitense non era all’altezza. “Don ha annullato il contratto di affitto della casa che stava prendendo per i Sabbath e ha venduto il loro contratto manageriale a un ragazzo di nome Sandy Pearlman", ha raccontato l’artista americano. E ancora: "Ha poi detto a Sharon di iniziare a prendersi cura di Ozzy come artista solista: l'inizio di una strada lunga e incessantemente tortuosa che meriterebbe un libro tutto suo”.

Ronnie James Dio ha poi spiegato che ciò che lo convinse a sostituire Ozzy Osbourne nei Black Sabbath, oltre alla qualità delle canzoni scritte da lui e Tony Iommi, fu che questo gli promise che tutti sarebbero stati dei partner alla pari nella band e che tra le fila del gruppo non si sarebbe venuta a creare una situazione simile a quella nei Rainbow - in cui “Ritchie era il capo e basta”, ha scritto Dio.

Il cantautore statunitense ha così narrato: "Il vero colpo decisivo è stato quando Wendy mi ha preso e mi ha detto chiaramente: 'Ronnie, abbiamo meno di ottocento dollari in banca, dobbiamo fare qualcosa!’”. Ha aggiunto: “Ho telefonato a Tony e gli ho detto: 'Va bene, amico, ci sto. Quando iniziamo?’”.

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