Gli anni Novanta di Frankie Hi Nrg Mc

Il musicista nato a Torino è stato uno dei primi rapper italiani ad avere successo
Gli anni Novanta di Frankie Hi Nrg Mc

Il rap italiano è diventato un fenomeno di massa e da classifica negli anni Dieci del nuovo millennio.

Già vent'anni prima, però, alcuni artisti erano riusciti a fare breccia nel panorama pop italiano. Tra questi spicca senz'altro Frankie Hi-NRG MC, che per il grande pubblico rimane tuttora il simbolo dell'hip hop impegnato e militante – anche se da sempre gli appassionati di rap gli rimproverano un'eccessiva attenzione al contenuto rispetto a quella che viene riservata alla forma e alla tecnica. Oggi Frankie, all'anagrafe Francesco Di Gesù, nato a Torino il 18 luglio 1969, ha diversificato la sua produzione, che non è più solo musicale: è diventato sceneggiatore e regista di videoclip, ha recitato in diversi film e ha condotto programmi tv. Ripercorriamo le origini della sua carriera nel periodo che va dal 1991 ai primi anni '00, che ha rappresentato il picco della sua creatività.

(Marta Blumi Tripodi)

"Fight da faida" (1991)

Per anni emblema del rap sociale e politico in Italia, “Fight da faida” rappresenta l'esordio discografico di Frankie Hi-NRG. Il tema è la lotta alla mafia e alla corruzione in Italia, con particolare riferimento a Cosa Nostra, tant'è che nel brano viene utilizzato un tradizionale scacciapensieri siciliano e una delle strofe è costituita da una filastrocca in dialetto palermitano. La produzione musicale si distacca dai tradizionali stilemi del rap americano: non è infatti realizzata da un beatmaker (ovvero da un produttore hip hop autodidatta, con l'ausilio di campionatori e sintetizzatori), ma da una band vera e propria. Ne esiste anche una versione successiva del 1993, denominata “Fight Da Faida (Hardmade)”, con arrangiamenti hard rock.

"Faccio la mia cosa" (1993)

Tratta da “Verba Manent”, primo album ufficiale di Frankie, nonché primo album hip hop italiano ad essere distribuito da una major discografica, la BMG. Il testo parla del rap e della sua funzione musicale e sociale, ma anche del legame indissolubile tra il diretto interessato e l'hip hop; alcuni lo interpretano come una velata critica alla nascente scena italiana, che considerava Frankie un venduto per aver ceduto alle lusinghe di una major. Il ritornello è realizzato in collaborazione con gli Aeroplanitaliani di Alessio Bertallot, mentre il video è firmato da Alex Infascelli e vede come coprotagonista Asia Argento.

"Omaggio, tributo, riconoscimento" (1993)

Contenuto anch'esso in “Verba Manent”, è un dichiarato omaggio al collettivo varesino Otierre, che all'epoca era ancora sconosciuto ai più, ma che nel corso degli anni '90 avrebbe realizzato il seminale album “Dalla sede”, ancora oggi considerato uno dei migliori della storia dell'hip hop italiano. Leggenda vuole che Frankie non conoscesse personalmente il gruppo, ma che fosse rimasto talmente colpito dalla loro musica da sentire l'esigenza di dedicare loro una canzone. Nonostante l'attestato di stima, però, non nascerà mai una collaborazione tra il rapper e gli Otierre. Il celeberrimo campione utilizzato per la strumentale è tratto dalla sigla dell'Andy Griffith Show.

"Potere alla parola" (1994)

Questa canzone esiste in tre versioni. La prima è contenuta nell'album “Verba Manent”; la seconda (quella del video) nella ristampa dello stesso del 1994; la terza è parte invece del greatest hits “Rap©ital” del 2005, ed è nota soprattutto grazie a un nuovo ritornello, che anagramma costantemente la frase “Potere alla parola”. Creare diverse versioni di una stessa canzone – che spesso hanno in comune solo il titolo, perché sia testo che musica cambiano completamente – è una pratica molto comune nella cultura hip hop. Il video ripropone la triade Frankie-Infascelli-Asia Argento.


"Cali di tensione" (1995)

Inserito successivamente nell'album “La Morte dei Miracoli”, che anticipa di due anni, rappresenta una grande maturazione per Frankie, soprattutto dal punto di vista di stile e tecnica.

Si riscontra anche un avvicinamento alle sonorità hip hop del periodo (un aspetto piuttosto penalizzato nel disco precedente, che a livello musicale non si rifaceva del tutto alle modalità compositive e agli strumenti tipici del rap). In questo senso si deve molto agli scratch di dj Stile e al contributo di due membri dei Colle der Fomento, il produttore Ice One e il rapper Masito. Si tratta di un tipico “ego trippin'”, una tipologia di brano molto comune nel rap, volta a esaltare la propria abilità al microfono sbeffeggiando e sfidando la concorrenza a fare di meglio.

"Fili" (1997)

Tuttora una delle canzoni d'amore più riuscite nella storia del rap italiano, è il secondo singolo che anticipa l'album “La Morte dei Miracoli”. La strumentale contiene un campione vocale estratto da “Questione di feeling” di Riccardo Cocciante.

"Quelli che benpensano" (1997)

Capolavoro assoluto di Frankie, magistralmente prodotto da Ice One, all'epoca beatmaker dei Colle der Fomento; il ritornello è cantato da un giovanissimo Riccardo Sinigallia. Dura critica all'ipocrisia della società italiana, il singolo e il relativo video (in cui compaiono anche personaggi del calibro di Franco Califano e Marco Giallini) ebbero un successo enorme che perdura ancora. Tant'è che ne esiste perfino una versione del 2012 in collaborazione con Fiorella Mannoia, inserita poi nell'album dal vivo della cantante “Sud – il Tour”.

"Autodafé" (1997)

Ultimo singolo estratto da “La Morte dei Miracoli”, è un sofisticato atto di autocritica che gioca sul concetto di coerenza: si apre con gli ormai storici versi “Prendo le distanze da me/ perché non voglio avere niente a che spartire con me” e si chiude con l'altrettanto iconico “Seduto in riva al fiume aspetto di veder passare il mio cadavere/ pazientemente”. Anche in questo brano, come in quasi tutti gli exploit migliori dell'album, la produzione è affidata ad Ice One.

"Accendimi" (1997)

Notevole episodio di storytelling (un'altra tipologia di brano molto frequente nell'hip hop, in cui le strofe vengono utilizzate per raccontare una storia). Frankie impersona la televisione, che rivolgendosi ai telespettatori in prima persona cerca di irretirli nella propria tela, rivelandosi per quello che è: la migliore imbonitrice di sempre.

"Nottetempo" (con La Comitiva, 1999)

Questo singolo è ad opera de La Comitiva, supergruppo formato da alcuni collaboratori storici di Frankie (Ice One, Riccardo Sinigallia, dj Stile) oltre al batterista e produttore David Nerattini e al leader dei Tiromancino Federico Zampaglione. Insieme realizzarono un solo album, l'ottimo “Medicina buona”, in cui chiamarono a raccolta molti amici della scena musicale romana e non tra cui, in questo brano, una giovanissima Elisa, un Frankie Hi-NRG in gran forma e la rapper Malaisa. Ancora oggi è considerato una chicca per veri intenditori.

"Non mi chiedermi" (con le Wooden Chicks, 2004)

Dietro al progetto Wooden Chicks, trio R&B formato da Pera Williams, Renetta Golden e Anguria Stark, si nascondevano in realtà l'incredibile voce e verve comica di Paola Cortellesi e il talento musicale e l'ironia di Rocco Tanica. Il primo e unico singolo, l'indimenticabile “Non Mi Chiedermi”, fu presentato con un'esibizione da superospiti a Sanremo e vedeva la collaborazione di Frankie Hi-NRG per una strofa rappata. Successivamente Frankie si sarebbe prestato ad altri episodi di musica demenziale, vedi il caso della sigla di “Unti e bisunti”, il cooking show di Chef Rubio.

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