Yngwie Malmsteen e la cover di "Smoke on the Water" dei Deep Purple. Video.

Il chitarrista svedese rende omaggio alla band di Ritche Blackmore
Yngwie Malmsteen e la cover di "Smoke on the Water" dei Deep Purple. Video.

Lo scorso 26 giugno all'Arsenal Fest di Kragujevac, in Serbia, Yngwie Malmsteen in concerto ha proposto una cover del classico dei Deep Purple "Smoke On The Water". Brano che il chitarrista svedese aveva incluso nel suo album del 2019 "Blue Lightning".



Yngwie Malmsteen alla rivista Classic Rock, a proposito dell'aver registrato la cover di "Smoke On The Water", spiegò: "La chiamavo 'Rauch Auf Dem Wasser' durante le sessioni. Cosa posso dire? È solo un qualcosa che volevo fare. La faccio in concerto da molto tempo. Il primo album che ho avuto è stato "Fireball" dei Deep Purple (che è uscito esattamente cinquanta anni fa, il 9 luglio 1971, ndr), quando avevo solo otto anni. All'età di dieci anni, potevo suonare "Made In Japan" al contrario, o a testa in giù. Ogni singola nota. Questo mi ha portato a diventare un fan di "Selling England By The Pound" dei Genesis e degli Emerson Lake and Palmer, poi alla musica classica - Vivaldi, Bach - e infine Paganini. Mi sono detto, 'Basta con il blues pentatonico. Vado in questa direzione!'".


Due anni fa, Yngwie a proposito del chitarrista dei Deep Purple Ritchie Blackmore raccontò: "Quando avevo otto anni, l'unico chitarrista che conoscevo era Ritchie Blackmore. Pensavo che fosse estremamente bravo e penso ancora che sia bravo. Non sono d'accordo con l'idea che lui è stato il primo a portare le idee classiche alla chitarra, questo è un grande equivoco. Lui è un chitarrista blues. "Made In Japan" è un album blues, non facciamoci confondere su questo. È tutto blues pentatonico, ad essere onesti blues pentatonico estremamente buono. "In Rock" è fottutamente incredibile... in quello il suo modo di suonare era davvero grande. Per quanto riguarda la musica classica, sono stato introdotto da "Selling England For The Pound" dei Genesis... è quella che ha portato alle mie orecchie tutte le scale minori, gli accordi invertiti o sospesi o diminuiti e le note del pedale. Pensai che quell'album fosse fantastico. Poi ho ascoltato i dischi di Bach e Beethoven di mia madre. Ma quando ho sentito Paganini, tutto il resto non ha avuto più un significato per me".
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