Il ghostwriter di Mick Jagger: "L'autobiografia mai uscita? Un'esperienza terribile"

Le rivelazioni dello scrittore al quale una casa editrice affidò il compito di trascrivere i ricordi del cantante dei Rolling Stones, negli Anni '80: ecco perché il libro non vide mai la luce.
Il ghostwriter di Mick Jagger: "L'autobiografia mai uscita? Un'esperienza terribile"

Solo qualche giorno fa, ai microfoni della BBC, il frontman dei Rolling Stones ha spiegato perché non ha mai finito di scrivere la sua autobiografia, iniziata negli Anni '80: "Mi sono stati offerti un sacco di soldi. Quando mi sono messo a farlo per davvero, però, non mi è piaciuto: rivivere la mia vita, a scapito di vivere nel presente...", ha detto Mick Jagger. Alle sue parole fanno ora seguito quelle dello scrittore che avrebbe dovuto affiancarlo come ghostwriter in quell'esperienza, Barry Coleman. Che in un'intervista al Guardian ha detto: "Fu un'esperienza terribile".

Nell'intervista Coleman ha rivelato di essere stato contattato dalla casa editrice Weidenfeld & Nicolson nel 1983 per aiutare Jagger a scrivere l'autobiografia, dopo che il precedente ghostwriter aveva deciso di rinunciare al progetto:

"Sei l'unica persona che conosciamo che può fare questo. Così diventai il ghostwriter del ghostwriter di Mick Jagger".

Lo scrittore ha raccontato che gli erano state date appena due settimane per chiudere il libro e di aver dovuto prima di tutto rileggere quanto scritto fino a quel momento:

"Due capitoli erano più o meno accettabili. Il resto era una pila di trascrizioni di interviste, non c'era niente che parlasse degli ultimi anni. Mettere tutto insieme fu un'esperienza terribile".

Le trascrizioni includevano i ricordi del cantante del primo incontro con Keith Richards, la morte del chitarrista Brian Jones nel 1969 e il disastroso concerto degli Stones al Festival di Altamont, dove uno spettatore, il giovane afroamericano Meredith Hunter, fu ucciso da un membro degli Hells Angels, il club di motociclisti al quale venne affidata la gestione della sicurezza dell'evento:

"C'erano tutte le cose fondamentali, ma nulla di interessante detto da Jagger al riguardo. Era come se Mick si fosse trattenuto, per non ferire i sentimenti degli altri protagonisti della storia".

Coleman riuscì a chiudere il libro in due settimane, ma Mick Jagger ci ripensò e alla fine decise di non pubblicare l'autobiografia:

"Penso che abbia rispettato il suo pubblico evitando di dargli qualcosa di ordinario su una vita straordinaria. Era un libro troppo banale per Mick Jagger.

Nel 2014, a chi gli domandava notizie sulla sua autobiografia, Jagger rispose: "Chi è interessato la trova su Wikipedia".

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