La storia di "My Generation" degli Who

Questo vero e proprio inno della formazione britannica venne scritto da Pete Townshend nel 1965
La storia di "My Generation" degli Who

"My Generation" degli Who è l'inno alla ribellione per antonomasia, allora come oggi, a distanza di 56 anni. La canzone venne scritta dal chitarrista della band inglese Pete Townshend, durante un viaggio da Londra a Southampton. Nacque in un periodo in cui il musicista inglese si sentiva solo, scollegato dal mondo. Una sensazione alimentata da alcune dicerie che sostenevano Townshend vivesse una doppia vita, sperimentando relazioni omosessuali mentre tentava di convincere chi lo circondava del contrario. Questa posizione lo faceva parecchio soffrire e lo emarginava dalla società.

Un mito che circonda la canzone è che sia stata scritta sulla Regina Madre che rimuove la Packard Hearse di Townshend.

Uno scenario particolarmente strano ma, considerando che il chitarrista ha tenuto il veicolo parcheggiato davanti a casa sua sulla strada tra Clarence House e Buckingham Palace, e che un giorno l'auto è inspiegabilmente sparita, è in qualche modo plausibile, anche se l'immagine della Regina Madre che aggancia una fune da traino alla vecchia automobile strappa un sorriso. Una volta Townshend raccontò: "Un giorno sono tornato ed era sparita. Si è scoperto che l'aveva spostato (la Regina Madre) perché suo marito era stato sepolto in un veicolo simile e glielo ricordava. Quando sono andato a ritirarla, volevano duecentocinquanta sterline. Io l'avevo pagata solo trenta".

Anche se quella storia è vera, l'unica relazione che aveva con "My Generation" è che fu la ragione per cui dovette prendere il treno per Southampton. L'idea della Regina Madre che fosse l'unica ragione per cui compose la canzone rimane sempre divertente. Nel 2019 Pete Townshend a Radio X spiegò: "Beh, c'è una storia che è ispirata alla Regina Madre che ha portò via da fuori casa mia la mia Packard, ma non è proprio quello che è successo. "My Generation" venne ispirata dal fatto che sentivo che come artisti dovevamo tracciare una linea tra tutte quelle persone che erano state coinvolte nella seconda guerra mondiale e tutte quelle persone che erano nate proprio alla fine della guerra. Quelle persone si erano sacrificate tanto per noi, ma non erano in grado di darci nulla. Nessuna guida, nessuna ispirazione. Niente. Non ci era permesso arruolarci nell'esercito, non ci era permesso parlare, dovevamo stare zitti e goderci la pace... E abbiamo deciso di non farlo".



"My Generation" è incentrata sul contare e il rifiutarsi di accontentarsi di ciò che a loro era destinato. È diventato un appello per i giovani senza diritti a farsi sentire. Non ha sicuramente un peso politico, ma, ancora oggi, dopo tutti questi anni, anzi decenni, all'ascolto spinge ancora i giovani a darsi una mossa.
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