Eddie Vedder pensava che i Pearl Jam "sarebbero stati schiacciati" dalla fama dopo “Ten”

“Semplicemente cerchi di uscirne vivo. Ci siamo tenuti stretti l'un l'altro e ci siamo tenuti stretti alla musica”, spiega il frontman della formazione di Seattle.
Eddie Vedder pensava che i Pearl Jam "sarebbero stati schiacciati" dalla fama dopo “Ten”

Nell’agosto del 1991 vedeva la luce il primo album in studio dei Pearl Jam, “Ten”. In vista del 30esimo anniversario del disco, a margine di una recente intervista rilasciata a “Classic Rock”, il frontman della formazione di Seattle Eddie Vedder e il chitarrista Mike McCready hanno recentemente riflettuto su come il successo conseguente alla pubblicazione del disco ha quasi distrutto la band.

Nel 1991, grazie anche al grande riscontro ottenuto dai Nirvana con “Nevermind”, i riflettori iniziarono ad accendersi su tutta la scena di Seattle e sui suoi protagonisti quali - per esempio - Soundgarden, Mudhoney e gli stessi Pearl Jam. Ripensando a quegli anni e all’improvvisa e inaspettata fama del suo gruppo, il 56enne artista statunitense ha spiegato: “Sentivo che con l'aumento di popolarità saremmo stati schiacciati, le nostre teste sarebbero saltate in aria come uva”.

Maggior notorietà investì la band grazie ai molti passaggi su MTV del video del singolo “Jeremy”, tanto da portare Vedder e soci a decidere di non realizzare per diverso tempo altre clip per promuovere i loro brani e di limitare la loro esposizione mediatica o altre attività promozionali. Secondo il leader dei Pearl Jam, tale scelta ha permesso al gruppo di preservare la sua integrità. "So che non è stato garbato il modo in cui abbiamo gestito la cosa", ha dichiarato Eddie Vedder: “Allo stesso tempo, è come essere garbati in una rissa di quartiere. Semplicemente cerchi di uscirne vivo. Ci siamo tenuti stretti l'un l'altro e ci siamo tenuti stretti alla musica".

A Vedder ha fatto eco il chitarrista Mike McCready, che ha raccontato: “La decisione di ritirarsi, non fare più video e di rilasciare meno interviste riguardava Jeff [Ament], Stone [Gossard] ed Ed, che pensavano fosse necessario. Eddie era quello più sotto la lente di ingrandimento di chiunque altro. Probabilmente era qualcosa di opprimente per lui. Lo era per tutti noi in quel momento”. Ha continuato: “Ma ricordo che io non volevo tirarmi indietro e dicevo: ‘Questo è quello che volevamo fare da quando eravamo bambini. Continuiamo a farlo. Facciamo video, continuiamo’. Ma loro non erano d’accordo, perché credevano che altrimenti sarebbe andato tutto in pezzi. E penso che avessero ragione. Sento che siamo ancora in giro oggi forse grazie a quella prima importante decisione di provare a fare a modo nostro. Abbiamo preso molte decisioni che erano contrarie a ciò che l'etichetta discografica voleva che facessimo".

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