Kings of Convenience: "Le chitarre sono meglio dei software, non vanno aggiornate": la videointervista

Il duo ritorna - ma spiega che non si era mai sciolto - e spiega la gioia di prendersi i propri tempi e suonare strumenti fisici: "La tecnologia ha spesso un'aspettativa di vita più breve, ma le chitarre sono in giro ogg e lo saranno sempre”.
Kings of Convenience: "Le chitarre sono meglio dei software, non vanno aggiornate": la videointervista

“Tutti conoscono qualcuno che ha una chitarra nel proprio salotto: è un oggetto fisico.

 Non è come un software o un computer, che va aggiornato o che dopo qualche anno è obsoleto o inutilizzabile". I Kings of Convenience sono tornati e sostengono che la musica fatta in maniera artigianale non passerà mai moda: il nuovo disco "Peace or love" lo dimostra. “Non è come un software o un computer, che va aggiornato o che dopo qualche anno è obsoleto o inutilizzabile. Le chitarre sono strumento che puoi tenere o suonare con le tue mani. Una cosa piuttosto speciale di questi tempi, in cui ci sono tanti altri modi di fare musica dove non hai bisogno di toccare nulla. La tecnologia ha spesso un'aspettativa di vita più breve, ma le chitarre sono in giro oggi e lo saranno sempre”, spiegano nella nostra videointervista.

"Peace or love" è il primo album di inedito, da "Declaration of Dependence", 2009: è stato inciso nel corso di cinque anni e sarà seguito da un tour, nei teatri italiani tra ottobre e novembre. La band sarà il 26 ottobre a Catania, al Teatro Metropolitan, il 30 a Bologna al Teatro Manzoni e il 1/11 al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
Non è una reunion, perché non c’è mai stato uno scioglimento della band: racconta Eirik.

“Ho scritto la canzone ‘Rocky Trail’ nel 2012. E questo è stato il mio primo invito ad Erlend per fare un disco assieme. Forse troppo presto: siamo stati in tour così tanto, abbiamo suonato così tanti concerti in tutte le parti del mondo… Per noi ci vuole molto tempo per finire il ciclo di un album, prima che tu abbia suonato ovunque e sia pronto per iniziare a pensare a un nuovo lavoro. Non abbiamo mai davvero fermato la band, non c'è mai stato un momento in cui ci siamo detti: è finita; abbiamo fatto altre cose, entrambi abbiamo altri sbocchi creativi.

Racconta invece Erlend

Abbiamo un modo completamente diverso di vedere la band. Non cerchiamo di essere sempre presenti: abbiamo capito abbastanza presto nella nostra carriera, che l'unico modo per far andare avanti i Kings of Convenience è non essere una band a tempo pieno”.

 

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