Fabrizio De André: "L'Indiano" compie 40 anni. La storia di "Se ti tagliassero a pezzetti"

L'album "Fabrizio De André" uscì nel luglio del 1981. Lo raccontiamo canzone per canzone
Fabrizio De André: "L'Indiano" compie 40 anni. La storia di "Se ti tagliassero a pezzetti"

SE TI TAGLIASSERO A PEZZETTI 
Musica e parole di Fabrizio De André e Massimo Bubola

 

Una ballata dedicata a Dio, alla potenza stupefacente del Creato – e quindi della natura come in cielo così in terra (quella sarda o degli altopiani americani) – che si fa beffe delle piccole storie degli uomini e ne disegna i destini secondo un progetto immanente, quasi biblico. Così anche “se ti tagliassero a pezzetti” ci penserebbe il vento a raccoglierli, i ragni a ricucire la pelle, la luna a tessere capelli e viso e infine il polline, delle api e quindi di Dio, ti ridarebbe il sorriso a sua immagine.
L’incontro è ambientato in un contesto fiabesco dove è facile cantare “parole leggere, parole d’amore”, assaggiare “le tue labbra di miele rosso rosso”, ballare “lungo il filo della notte sulle pietre del giorno”, dove anche la passione è una conseguenza naturale e senza inibizioni: “Ti ho detto dammi quello che vuoi / io quel che posso”.

Sono giorni lucenti: “La fortuna sorrideva come uno stagno a primavera / spettinata da tutti i venti della sera”.

Ma anche le favole finiscono e la “signora libertà, signorina fantasia” (che nei concerti diventa “anarchia” a ribadire lo scenario simbolico) abbandona quella sospesa semplicità per emanciparsi, per scegliere una “vita borghese” rinnegando tutto, sentimenti compresi. Lui la rivede dopo tanto tempo, trasformata in una donna in carriera, accanto all’uomo che l’ha trascinata via, che le ha ucciso l’anima semplice e autentica: “T’ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo / presa in trappola da un tailleur grigio fumo / i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino / camminavi fianco a fianco al tuo assassino”. Con la conclusione, da leggere come uno spietato lieto fine, con quel “ma” iniziale decisivo e minaccioso rispetto alla stessa strofa d’apertura. Un "ma" che significa puoi fare qualsiasi scelta, abbandonare il tuo istinto, distruggere gli accampamenti pellerossa, depredare della terra i pastori sardi, “ma” non ti servirà a niente, perché il disegno divino rimette tutto a posto: “Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe / il regno dei ragni cucirebbe la pelle / e la luna, la luna tesserebbe i capelli e il viso / e il polline di Dio, di Dio il sorriso”.

Questo testo è tratto da "Tutto De André" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s. 

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