Inizialmente Lemmy Kilmister era convinto che i Motörhead non avessero futuro

Un’intervista inedita del 1981, riaffiorata in vista dell’imminente uscita del box set celebrativo per i 40 anni di "No Sleep ‘Til Hammersmith”, rivela i dubbi iniziali di Kilmister sul futuro della band
Inizialmente Lemmy Kilmister era convinto che i Motörhead non avessero futuro

All’inizio della carriera dei Motörhead Lemmy Kilmister era così convinto che la band non avesse futuro tanto da programmare un concerto d’addio nel 1976. Questo è quanto è emerso da un’intervista rilasciata da Kilmister nel 1981 e finora inedita, recentemente riaffiorata in vista della pubblicazione del box set celebrativo per i 40 anni di "No Sleep ‘Til Hammersmith”, in uscita il prossimo 25 giugno.

La chiacchierata tra Lemmy Kilmister - scomparso il 28 dicembre 2015 - e il giornalista Malcolm Dome per la rivista irlandese Hot Press, mai pubblicata prima e recentemente riscoperta come riportato dall’edizione statunitense di “Rolling Stone”, rivela i dubbi iniziali del cantante e bassista dei Motörhead sul futuro della formazione britannica, che debuttò ufficialmente sul mercato del disco con l’album eponimo del 1977.

Alla domanda se avesse mai pensato di “arrendersi” quando un sondaggio condotto dal New Musical Express nel 1976 classificò il gruppo inglese come "la migliore band peggiore del mondo”, Kilmister rispose: “Lo abbiamo fatto. Non c’era niente per noi in vista. Avevamo fatto un album per la United Artists che si sono rifiutati di pubblicare [poi pubblicato con il titolo di “On Parole” nel 1979]. Sembra che si aspettassero che facessimo un album pop o qualcosa del genere. Inoltre, la compagnia non ci ha permesso di recedere dal contratto stipulato con essa. Aveva fatto un singolo per la Stiff Records, ‘Leaving Here’, e la United Artists ne ha bloccato l’uscita. Coglioni. Ci sentivamo come se non ci fosse posto dove potessimo andare”.

Il leader dei Motörhead raccontò poi a Malcolm Dome:

“Abbiamo anche programmato un concerto d’addio al Marquee di Londra, e io ho chiesto a Ted Carroll, proprietario della Chiswick Records e mio amico, di registrarlo. La fortuna è stata dalla nostra parte perché non è riuscito a portare l'attrezzatura al club, e per rimediare ci ha offerto due giorni in studio. Abbiamo registrato l'intero album dei Motörhead. È uscito nel '77, perché a quel punto il contratto con la United Artists era scaduto e all'improvviso eravamo sulla buona strada. Come mi sento riguardo a quel sondaggio del NME? Almeno hanno ammesso che eravamo i migliori in qualcosa”. 

A margine dell’intervista il giornalista Malcolm Dome chiese poi a Lemmy Kilmister se avesse una visione per il futuro della band, l’artista spiegò: “Ho una visione per quello che voglio fare dopo questa intervista: andare al pub, giocare alle slot machine, e bere del Jack e Cola. Questo è più o meno quello che mi permetto di pensare. Vivere il momento e smettere di fare grandi progetti. Se il nostro manager o la nostra etichetta discografica vogliono pensare al futuro, allora dipende da loro. L’unica cosa che cambierò nei prossimi giorni sarà la mia biancheria intima”. 

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