Con Jova e Rick Rubin, Morandi torna un ragazzino rock'n'roll. Ascolta

"L'allegria", il nuovo singolo del cantante, scritto da Jovanotti e prodotto dal guru della musica americana, vi spiazzerà. Come ha spiazzato noi. Sul serio.
Con Jova e Rick Rubin, Morandi torna un ragazzino rock'n'roll. Ascolta

No, Gianni Morandi non è il Johnny Cash italiano, come ha scritto qualcuno sui social, ironizzando sulla collaborazione tra il cantante di "Fatti mandare dalla mamma" e il guru della musica americana, rimandando all'operazione che nella metà degli Anni '90 vide Rubin ridare lustro alla leggendaria stella del folk a stelle e strisce.

Intanto perché oggettivamente Gianni Morandi - non ce ne voglia - non è Johnny Cash. E poi perché qui Rick Rubin ci è finito forse senza neppure saperlo. "L'allegria", come ha raccontato su Instagram Jovanotti, deus ex machina dietro questo singolo, l'ha scritta lui e l'ha prodotta insieme a Rubin nel suo Shangri La Studio a Malibu e nasce da una session fatta lì prima della pandemia: "Poi durante questo ultimo anno è rimasta chiusa in un hard disk, senza una forma definitiva, fino al momento in cui l'ho fatta ascoltare nientemeno che a Gianni Morandi che con la sua interpretazione l'ha resa quello che sentirete da domani".

Lunga premessa a parte, "L'allegria" è la botta di vita e di entusiasmo che ci voleva quest'estate: un'alternativa alle atmosfere latin che ormai la fanno da padrone da ormai qualche anno, con Morandi - 76 anni compiuti a dicembre - che sembra fare un salto indietro nel tempo di più di cinquant'anni, tornando a quando da ragazzino conquistava le classifiche con l'energia della stessa "Fatti mandare dalla mamma", "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones", "Se perdo anche te" e dintorni.

Parte citando "Misirlou" di Dick Dale, tema poi ripreso da Quentin Tarantino per i titoli di testa di "Pulp Fiction" e arrivato ai giovanissimi grazie a "Pump it" dei Black Eyed Peas (correva l'anno 2006), poi diventa un pezzo a metà tra Jovanotti e Toto Cutugno ("Il sogno di un ragazzo italiano, la strada di casa che porta lontano / lo sguardo perso nello specchio sopra il lavandino, un ragno che mi guarda negli occhi dal comodino), poi finisce a Dalla ("Mi serve un indizio stasera, in questa atmosfera, la fine di un'era / mi ci vuole quello che mi ci vuole, quello che mi ci vuole"), per poi tornare alla fine a Jovanotti: "Quant'è bella l'allegria / per ricordarmelo / ho bisogno di allegria / di dimenticarmelo".

"La cosa paradossale è che ho dato a Morandi uno dei miei pezzi preferiti tra quelli che avevo in cantiere, e quando la ascolto con la sua voce sento di appartenere all’energia di 'sto pezzo di rock'n'roll acrobatico più che se l’avessi cantata io", racconta Jovanotti. Impossibile dargli torto.

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