Vince Pastano, parla il chitarrista di Vasco: "I Maneskin? Spaccano. E sono credibili"

Il musicista pubblica un nuovo Ep, "Malacarna", solo su Bandcamp e in vinile: "Snobbiamo Spotify". E parla dell'album di Vasco in uscita entro fine anno e del successo della band romana.
Vince Pastano, parla il chitarrista di Vasco: "I Maneskin? Spaccano. E sono credibili"
Credits: Nino Saetti

Dal 2014 suona con Vasco e da quattro anni è anche il suo braccio destro, dopo la scomparsa di Guido Elmi. Ma parallelamente alla collaborazione con il rocker di Zocca Vince Pastano ha una carriera tutta sua, che negli anni lo ha visto impegnato in vari progetti, tra dischi solisti e band. L'ultimo della serie è Malacarna, che è anche il titolo dell'Ep inciso dal chitarrista insieme al cantante Tony Farina con l'idea di unire testi in dialetto lucano con sonorità che spaziano dal blues all'industrial, passando per il tribal e il gothic rock.

Il disco uscirà il 15 giugno, ma solo su Bandcamp e in vinile, per Stridulation Records, l'etichetta di Marc Urselli (vincitore, come ingegnere del suono, di tre Grammy Awards): "Abbiamo deciso di snobbare Spotify perché lo reputiamo davvero controproducente per gli artisti, sopratutto per quelli che non fanno grossi numeri. E poi non invita neanche la gente all'acquisto: per noi è fondamentale vendere copie fisiche, perché in qualche modo bisogna pareggiare le spese", spiega Pastano, classe 1978.

Sacro e profano, credenze religiose e superstizioni, storie al confine tra il mitologico e il grottesco, raccontate in testi che partono da detti locali, leggende popolari, poesie folkloristiche. "Malacarna" è un progetto curioso: "Abbiamo iniziato a lavorare ai pezzi nel 2016. Inizialmente lo avevamo immaginato come un disco in inglese. Era chiuso, pronto per essere pubblicato. Poi una conversazione con un amico musicista che suona molto all'estero mi ha illuminato: 'Nella musica non sento mai le radici geografiche: è tutto un surrogato', mi ha detto. Ho detto a Tony che bisognava riscrivere i testi in dialetto lucano e reincidere il disco, ispirandoci alla cultura popolare e tradizionale dell'Italia meridionale. E un'operazione del genere l'avevamo fatta già con un precedente progetto, i Pulp Dogs, cantando in pugliese, il dialetto della mia terra d'origine".

I Maneskin cantando in italiano hanno trionfato all'Eurovision Song Contest: "Nel disco ci sono due o tre pezzi in inglese. Ma va bene comunque, perché in questo periodo storico dovremmo essere tutti un po' più globali. In Italia c'è sempre stato il problema che l'italiano che canta in inglese è meno credibile. Perché? Bello, comunque, che siano usciti fuori dei ragazzi che suonano davvero. Iniziavo un po' a soffrire questa moda della trap e dell'elettronica, che non invogliava nessun ragazzo a suonare. Che c'entriamo noi con il ghetto, le gang, i denti d'oro? Sono cose che abbiamo importato emulando gli americani: nessuna chiave di reinterpretazione. Penso che il successo dei Maneskin spingerà tanti ragazzi ad imbracciare un basso o una chitarra e a cominciare a suonare, seguendo le loro orme. Sono belli, schietti, non costruiti".

L'Ep contiene appena sei pezzi, tutti prodotti e arrangiati da Vince Pastano.

Oltre a lui e a Tony Farina, alle registrazioni hanno partecipato anche il batterista Donald Renda e il percussionista Fabrizio Luca. C'è poi un ospite: in "Oh Signore" la voce è quella di Raiz, il frontman degli Almamegretta. "Negli Anni '90 furono sperimentatori assoluti. Gli ho chiesto di ascoltare il disco e di scegliere un pezzo: ha scelto 'Oh signore', una canzone a cappella con un ritmo tribale sotto. 'Non ho mai fatto niente di simile nella mia carriera fino ad oggi', mi ha detto. Sembra una preghiera: in realtà è un'imprecazione. In dialetto puoi dire cose che con l'italiano difficilmente riusciresti ad esprimere: quanto a fonetica e modalità del racconto, il dialetto è molto più vicino all'inglese". Il concept grafico e visivo del progetto ha precisi riferimenti cinematografici: "L'ha curato l'artista Dorothy Bhawl, un visionario - spiega Pastano - si è sipirato a David Lynch, Roger Corman, Lars Von Trier, Robert Eggers e Lukas Felgeifeid".

La copertina di "Malacarna":

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Il chitarrista continua intanto a lavorare con Vasco Rossi al nuovo album di inediti del rocker, che il prossimo autunno interromperà un silenzio discografico lungo sette anni, tanti quanti ne sono passati dall'ultimo "Sono innocente". Pastano non si sbottona più di tanto: "Vorrei dire molte cose, ma non posso. Quello che posso dire è che lo stiamo chiudendo. Ci saranno dei pezzi arrangiati insieme a Celso Valli e altri arrangiati insieme a me, che mi sto occupando della parte più rock del disco", si limita a dire il chitarrista.

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