Summertime e le canzoni, tra OTT e industria discografica

Intervista a Donatella Di Benedetto, produttore delegato di "Summertime" per Cattleya e responsabile delle scelte musicali della serie di Netflix: come sono state scelte, le reazioni degli addetti ai lavori, la partnership con Bomba Dischi
Summertime e le canzoni, tra OTT e industria discografica

Le canzoni nelle serie TV stanno diventando sempre più importanti, non solo per l'industra audiovisiva ma anche per quella discografica. La visibilità e il posizionamento di artisti e canzoni derivato dalla sincronizzazione in titoli di successo è un fenomeno consolidato nella produzione anglosassone e, da qualche anno, anche in quella italiana. "Summertime", prodotto da Cattleya per Netflix, non è la prima serie italiana a usare le canzoni in maniera strategica in Italia, ma è uno dei casi scuola nel nostro paese: una delle componenti che attirarono più attenzione nella prima stagione fu proprio la presenza di artisti come Coma_Cose, Francesca Michielin, Frah Quintale, Franco126, Clavdio, Psicologi.
Tratto da "Tre metri sopra il cielo" di Federico Moccia, racconta le vicende sentimentali di un gruppo di ragazzi sulla riviera romagnola, tra canzoni vintage (Bruno Martino, Mina, Nada) e una grande attenzione all'it.pop, frutto di una collaborazione strategica con Bomba Dischi, che si è rinnovata nella seconda stagione. La colonna sonora è nuovamente a firma di Giorgio Poi, e nelle 8 puntate uscite lo scorso 3 giugno c'è un grosso spazio dedicato ad Ariete (di cui parlammo qua), che ha scritto brani originali per la serie e appare come performer. La serie, a differenza di altre produzioni italiane, non ha un vero e proprio music supervisor - una figura invece ormai standard in quelle anglosassoni e anche in altre produzioni italiane di Netflix come "Zero". La responsabilità delle scelte musicali è direttamente nelle mani di Donatella Di Benedetto, produttore delegato per Cattleya: da lei ci siamo fatti raccontare il lavoro sulla seconda stagione di "Summertime", dove la musica ha un ruolo ancora maggiore rispetto alla prima.

    Le canzoni nelle serie TV stanno diventando sempre più importanti, non solo per l'industra audiovisiva ma anche per quella discografica. La visibilità e il posizionamento di artisti e canzoni derivato dalla sincronizzazione in titoli di successo è un fenomeno consolidato nella produzione anglosassone e, da qualche anno, anche in quella italiana. "Summertime", prodotto da Cattleya per Netflix, non è la prima serie italiana a usare le canzoni in maniera strategica in Italia, ma è uno dei casi scuola nel nostro paese: una delle componenti che attirarono più attenzione nella prima stagione fu proprio la presenza di artisti come Coma_Cose, Francesca Michielin, Frah Quintale, Franco126, Clavdio, Psicologi.
    Tratto da "Tre metri sopra il cielo" di Federico Moccia, racconta le vicende sentimentali di un gruppo di ragazzi sulla riviera romagnola, tra canzoni vintage (Bruno Martino, Mina, Nada) e una grande attenzione all'it.pop, frutto di una collaborazione strategica con Bomba Dischi, che si è rinnovata nella seconda stagione. La colonna sonora è nuovamente a firma di Giorgio Poi, e nelle 8 puntate uscite lo scorso 3 giugno c'è un grosso spazio dedicato ad Ariete (di cui parlammo qua), che ha scritto brani originali per la serie e appare come performer. La serie, a differenza di altre produzioni italiane, non ha un vero e proprio music supervisor - una figura invece ormai standard in quelle anglosassoni e anche in altre produzioni italiane di Netflix come "Zero". La responsabilità delle scelte musicali è direttamente nelle mani di Donatella Di Benedetto, produttore delegato per Cattleya: da lei ci siamo fatti raccontare il lavoro sulla seconda stagione di "Summertime", dove la musica ha un ruolo ancora maggiore rispetto alla prima.

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