Who, Pete Townshend: "Uomini e donne, andavo al letto con chiunque: ero pansessuale"

"L'omosessualità era ancora illegale, quindi queste avventure dovevano essere espresse con umorismo e ironia", dice il chitarrista.
Who, Pete Townshend: "Uomini e donne, andavo al letto con chiunque: ero pansessuale"

"Ero pronto ad andare al letto con chiunque mi volesse, ero pansessuale (ma ora non lo sono più)": a riportare le dichiarazioni dell'oggi 76enne Pete Townshend, leggendario chitarrista degli altrettanto leggendari Who, sulla gioventù nel Regno Unito degli Anni '60, è il tabloid britannico Daily Star.

Il musicista racconta il significato e la storia di "I'm a boy", il singolo che la band all'epoca composta da Townshend insieme al cantante Roger Daltrey, al bassista John Entwistle e al batterista Keith Moon pubblicò nel 1966. La canzone, scritta dallo stesso Townshend, raccontava la storia di una coppia che "ordinò" quattro figlie femmine, ma per un errore ricevette tre femmine e un maschietto, quest'ultimo costretto dalla madre a comportarsi come una ragazza ("I'm a boy, I'm a boy, but my Ma won't admit it").

"L'omosessualità era ancora illegale, quindi queste avventure dovevano essere espresse con umorismo e ironia", ha ricordato Pete Townshend.

Il brano nel 1966 fu un successo indiscusso nel Regno Unito, con il 45 giri - sul lato b c'era "In the city" - che si spinse fino alla seconda posizione della classifica di vendita britannica e alla settimana di quella irlandese. Ma non sfondò negli Stati Uniti.

Già nel 1989, per la verità, Pete Townshend si lasciò andare a confessioni sulla sua vita sentimentale e sulla sua sessualità, quando in un'intervista radiofonica definì di "Rough boys", una delle canzoni dell'album solista "Empty glass" del 1980, una canzone come un "coming out, un riconoscimento del fatto che avevo avuto una vita gay e sapevo cosa fosse il sesso gay". Pochi anni più tardi, nel 1994, in un'altra intervista il chitarrista precisò: "Parlavo degli amici che ho avuto, gay. L'intervistatore lo interpretò come un coming out, ma non lo era". Nell'autobiografia del 2012 "Who I am" scrisse di essere "probabilmente bisessuale".

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