Marco Carta, il primo re dei talent: "Vorrei tornare a lavorare"

"Ho nove dischi alle spalle, e il repertorio non mi manca. Vorrei tornare a cantare e riprendere il ritmo", dice il cantante, oggi 36enne, lanciato nel 2008 da "Amici". Sogna le nozze con il suo compagno. E sull'omosessualità nascosta per anni...
Marco Carta, il primo re dei talent: "Vorrei tornare a lavorare"

È stato, insieme a Giusy Ferreri, il primo cantante lanciato da un talent italiano a riscuotere un grosso successo anche fuori dal piccolo schermo, tra cd venduti e biglietti staccati all'ingresso dei concerti: vinse "Amici" nel 2008, aggiudicandosi un premio di 300 mila euro e firmando un contratto con Warner.

Meno di un anno dopo arrivò a Sanremo direttamente tra i big, dove trionfò con "La forza mia". Anche se i numeri degli esordi sono lontani (con "Ti rincontrerò" e "La forza mia" tra il 2008 e il 2009 vendette 200 mila copie, conquistando due Dischi di platino), l'ultimo Disco d'oro risale al 2015 (per il singolo "Ho scelto di no") e i gossip negli ultimi anni hanno avuto la meglio sulla musica (ma dalle accuse di furto alla Rinascente di Milano del 2019 è stato .assolto per insufficienza di prove), Marco Carta continua ad essere attivo. Come testimonia anche la recente uscita di un nuovo singolo, "Mala suerte". In occasione della pubblicazione del brano, il cantante sardo, oggi 36enne, si è raccontato in un'intervista a "Vanity Fair", tra la voglia di tornare a lavorare, l'omosessualità che ha dovuto tenere nascosta per anni e la voglia di sposarsi con il suo compagno e di avere un figlio.

Carta ha raccontato:

"Non importa se non andrò in vacanza, se non avrò una tintarella. Sono scuro di carnagione, recupererò l'anno venturo. Quel che vorrei, oggi, è tornare a lavorare: tornare a maledire le autostrade, il caldo, le luci soffocanti dei riflettori. Vorrei tornare alla normalità e alla noia che, di tanto in tanto, genera. In estate vorrei fare un rodaggio. Ho nove dischi alle spalle, e il repertorio non mi manca. Vorrei tornare a cantare e riprendere il ritmo. Una volta uscito l'album, poi, vorrei pensare ad una tournée vera e propria".

Dopo la vittoria del 2009, il cantante non ha più rimesso piede all'Ariston. Su un eventuale ritorno in gara al Festival ha detto:

"Io vorrei tornare a Sanremo con un brano forte, che possa replicare quello stesso successo. Mi piacerebbe fosse quest’anno, ma ancora è lontano".

Il cantante ha poi parlato anche del coming out del 2018:

"La mia identità è sempre stata a fuoco. Nei primi anni, però, trovo fosse difficile per una popstar – etichetta che viene apposta ad ogni giovane che si affacci alla musica – essere se stessa. Ero idolatrato da tutte le ragazzine d’Italia, mi chiedevo cosa sarebbe successo se avessi condiviso quel che avrei tanto voluto condividere. Mi faceva soffrire l’idea di dovermi nascondere, di non poter camminare mano nella mano con il mio fidanzato, con il quale a ottobre festeggio i sette anni d’amore. Non mi è mai interessato presentarmi al Muccassassina urlando: “Sono gay”. Volevo solo vivere con normalità il mio rapporto. Mi piacerebbe molto sposarmi, e di certo lo farò. Prima, però, vorrei si esaurisse l’emergenza sanitaria. Vorrei ricordarmi il giorno delle mie nozze per tutta la vita, festeggiare con gli amici e una serenità che sia vera e totalizzante".

E infine:

"Mi piacerebbe adottare e mi piacerebbe mettere al mondo un figlio con un utero in affitto, nome tremendo per questa pratica. Non la trovo disumana, se all’origine c’è l’atto consapevole e compassionevole di una donna, che decide di aiutare un amico, un familiare, un estraneo. Lo sfruttamento, quello e solo quello, è da condannare".

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