Robert Plant: ‘Il mio archivio personale? Lo vedrete quando morirò’

Documenti, memorabilia personali, progetti abortiti e anche musica inedita: sia spera che il tesoro del già leader dei Led Zeppelin diventi pubblico il più tardi possibile
Robert Plant: ‘Il mio archivio personale? Lo vedrete quando morirò’

Ogni artista ha un bagaglio di ricordi, documenti, esperienze, progetti e - ovviamente - musica rimasta nel cassetto che farebbe più che gola a qualsiasi fan. Robert Plant, uno dei frontman più celebrati della storia del rock che con i Led Zeppelin ha ridefinito i canoni di un genere, ha un archivio personale decisamente sterminato, che potrebbe essere sfruttato commercialmente in mille e più modi - compilation di outtakes, libri, documentari e chissà cos’altro - ma al quale avrà accesso solo il legittimo proprietario (e, immaginiamo, i suoi affetti più stretti) fino a quando lo stesso sarà in vita.

A farlo sapere è stata la stessa voce di “Good Times Bad Times” nel corso della propria ospitata al podcast di Matt Everitt Digging Deep, resa disponibile online ieri, 24 maggio. Come molti altri, Plant ha approfittato del lockdown per mettere ordine nelle sue residenze britanniche, attività che gli ha permesso di passare in rassegna tutto il materiale accumulato in cinque decenni di più che onorata carriera.

“Tutte le avventure che abbia mai avuto tra musica e tour, oltre che alle pubblicazioni, a progetti che non sono stati effettivamente finiti o qualsiasi altra cose: ho semplicemente messo insieme tutto, l’ho catalogato e gli ho dato una parvenza di ordine”, ha spiegato il rocker: “Poi ho completamente cambiato lo schema”.

“Ho detto ai ragazzi di rendere pubblico il tutto gratuitamente quando tirerò le cuoia”, ha concluso Plant: “Anche solo per vedere quante sciocchezze ho messo in fila dal 1966 a oggi. E’ una specie di viaggio”.

Tra i cimeli ritrovati, c’è anche una lettera inviata all’artista dalla madre ai tempi delle primissime esperienza da musicista: “Ho trovato questa lettera che dice: ‘Senti, sei stato un ragazzo davvero cattivo, ma perché non torni?”, ha raccontato Plant, “‘Sue vuole sapere dove sei finito. Guarda che il lavoro in contabilità a Stourport-on-Severn è ancora lì ad aspettarti. Perché non torni a casa e facciamo finta che niente di tutto questo sia mai successo?’. E pensate che non aveva aperto la lettera fino a tre mesi fa”.

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