"Elvis era un razzista: mai voluto lavorare con lui", dice Quincy Jones

Il leggendario produttore, che in settant'anni di carriera ha lavorato con i più grandi, da Michael Jackson a Donna Summer, lancia pesanti accuse al compianto re del rock'n'roll.
"Elvis era un razzista: mai voluto lavorare con lui", dice Quincy Jones

"Elvis? No, non ho mai voluto lavorare con lui. Era un razzista": le accuse rivolte al compianto re del rock'n'roll arrivano dalle colonne dell'Hollywood Reporter - tra le principali riviste statunitensi dedicate al mondo dello spettacolo - nientemeno che da Quincy Jones, leggendario produttore che in settant'anni di carriera ha lavorato con i più grandi, da Michael Jackson a Donna Summer. E rischiano di infangare l'immagine di quello che è considerato uno dei più grandi cantanti della storia, mentre il regista Baz Luhrmann si appresta a farne rivivere la parabola al cinema con il film "Elvis", le cui riprese stanno vedendo impegnati sul set Austin Butler nei panni di Presley e Tom Hanks in quelli del manager, il "colonnello" Tom Parker.

Quincy Jones, origini afroamericane, nato nella Chicago degli Anni '30, 88 anni compiuti lo scorso marzo, ha ricordato, parlando di Elvis:

"Erano gli Anni '50. Stavo scrivendo per Tommy Dorsey. Elvis entrò e Tommy disse: 'Non voglio suonare con lui'. Ma adesso taccio. Però ogni volta che l'ho incontrato con lui c'era Otis Blackwell, che gli diceva come cantare".

Il produttore, noto ai più per aver affiancato Michael Jackson in "Off the wall", "Thriller" e "Bad", i dischi che tra la fine degli Anni '70 e gli Anni '80 permisero all'ex bimbo prodigio dei Jackson 5 di diventare una star planetaria grazie a hit come "Don't stop 'til you get enough", "Billie Jean", "Beat it", "Wanna be startin' something", le stesse "Thriller" e "Bad", ha poi raccontato la sua esperienza da afroamericano nel mondo della discografia:

"Mi chiamarono per lavorare a 'Mirage' di Gregory Peck. Indossavo il mio abito preferito, il produttore mi raggiunse alla Universal. Si fermò di colpo, tornò indietro e disse al supervisore musicale Joe Gershenson: 'Non mi avevi detto che Quincy Jones era un negro'. Non usavano compositori neri nei film. C'era molto razzismo".

Gli eredi di Elvis Presley non hanno al momento replicato alle accuse mosse da Quincy Jones nei confronti del cantante, morto 44 anni fa. Il biopic diretto da Baz Luhrmann uscirà nelle sale americane il 3 giugno 2022.

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