La magica storia di come Stevie Nicks scrisse "Dreams"

La hit dei Fleetwood Mac è inclusa in uno degli album più venduti di tutti i tempi: "Rumours"
La magica storia di come Stevie Nicks scrisse "Dreams"

Stevie Nicks lo scorso mese di ottobre ha raccontato a Yahoo Entertainment come scrisse, nel lontano 1977, la hit dei Fleetwood Mac "Dreams", che è tornata in auge lo scorso autunno, scalando posizioni su posizioni nella classifica di vendita negli Stati Uniti, grazie alla clip pubblicata su TikTok da un utente messicano, Nathan Apodaca. La musicista americana dice di averla composta, in studio di registrazione in soli venti minuti, dopo avere avuto accesso a una 'stanza magica' sconosciuta agli altri membri della band.

Accade che i Fleetwood Mac avevano quasi finito di registrare le demo per l'album "Rumours" (leggi qui la recensione) quando lei sentì il bisogno di lasciare lo studio per meglio elaborare una idea che gli stava frullando in testa.

Questo il racconto della popstar statunitense che oggi compie 73 anni: "[Eravamo] al Record Plant di San Francisco e avevamo quasi finito le dodici demo. Tutti stavano lavorando a qualcosa nello studio principale e io ebbi questa idea. Giravo per lo studio, cercando un posto dove potermi rannicchiare con la mia Fender Rhodes, i miei testi e un piccolo registratore a cassette. Un ragazzo che non conoscevo mi disse: 'Stai cercando un posto dove poter suonare?'. Risposi, 'Sì. Ho una canzone in testa e la voglio registrare.' E lui, 'Ok, non dirlo a nessuno, ma ho un posto dove puoi andare'. E io ho pensato, 'Oh mio Dio, una stanza magica! Oh mio Dio, non lo dirò a nessuno.'".

Il ragazzo allora la portò lungo un corridoio e aprì uno "studio completo del quale nessuno di noi sapeva che esistesse in quell'edificio, ed eravamo lì da tre mesi!". Continua ancora Stevie Nicks: "Era un grande studio infossato di forma circolare, come un faro, come un cerchio, con delle tastiere tutt'intorno, un mucchio di tastiere in questa specie di tunnel. E poi di lato c'era un grande letto a mezzaluna con del velluto nero e rosso. Un poco sgargiante, ma in realtà bellissimo. E io dissi, 'Cos'è questo?'. E lui rispose, 'Questo è lo studio di Sly Stone'".

Dopo essersi assicurata che a Sly Stone non sarebbe dispiaciuto che lei avrebbe usato la stanza, si sistemò sul letto che "vibrò per 15 o 20 minuti". E ha concluso la sua storia: "Iniziai a suonare "Dreams". E, nel giro di circa 20 minuti, era scritta e registrata. Molto semplicemente, ho pensato, 'Grazie, Sly Stone e gli spiriti di Sly Stone e di tutta la tua band'. Così tornai indietro lungo il corridoio ed entrai nello studio dei Fleetwood Mac dicendo: 'Ascoltate tutti. Penso di avere qualcosa che volete sentire'. Gli feci ascoltare una breve registrazione di "Dreams" e la registrammo quella notte."

Riflettendo sulla rinascita a nuova vita della canzone grazie al video diventato virale pubblicato da Nathan Apodaca, commenta con un alone di misticismo che appartiene al personaggio: "La gente aveva bisogno di un po' di magia. Penso che ci sia un po' di magia."

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