Non è un caso che per vedere McRae, che ha da poco pubblicato il terzo disco “All maps welcome”, occorra recarsi al concerto di un altro artista: Tori Amos, per cui apre questa sera a Cernobbio e nelle date italiane dei prossimi giorni. “Abbiamo fatto finora sei settimane di tour europeo”, racconta il cantante a Rockol, che l’ha raggiunto telefonicamente nel suo hotel di Como, “e finora stato fantastico: ogni sera far ascoltare la tua musica a gente nuova. Per uno come me non c’è altra via che suonare dal vivo per far conoscere la propria musica… Non ho venduto molti dischi, ma spesso mi capita di riempire locali ben sopra le aspettative che le mie vendite farebbero supporre. Spero di tornare il prossimo autunno in tour in Italia da solo”.
La storia di Tom McRae, in effetti, è di quelle “vecchio stile”: tre dischi uno più bello dell’altro, poco supporto da parte della casa discografica e molta gavetta. “E’ vero”, conferma, “Ma allo stesso tempo non ho avuto neanche particolari pressioni per azzeccare un hit”.
Il titolo del disco, continua, è proprio un riferimento a questo caos: “Una sorta di ringraziamento a tutte quelle persone che mi hanno aiutato a ritrovare l’orientamento con le loro mappe”. Tra queste Joe Chiccarelli (produttore, già con gli American Music Club): “Sicuramente, dal punto di vista sonoro, mi ha dato una grossa mano a mettere ordine in questo caos. Per il resto, essere senza mappe è una bella cosa: è come quando giri per una città che non conosci, ti senti perso… Poi giri l’angolo e improvvisamente ti scopri una bellissima piazza. Spero di essere riuscito a fare la stessa cosa con la mia musica…”.