Chi si farà carico della gigantesca eredità di Battiato?

Colapesce, Cosmo, Dimartino, Brunori, Baustelle, Subsonica, Vasco Brondi: l'indie italiano canta le canzoni dell'artista siciliano.
Chi si farà carico della gigantesca eredità di Battiato?

C'è in tutti un po' di Battiato. E tutti, negli anni, lo hanno in un modo o nell'altro omaggiato, suonandone le canzoni dal vivo. Talvolta limitandosi a fare semplici cover, altre volte rivisitandole coraggiosamente. Facendo del cantautore siciliano uno degli artisti più cantati e celebrati dalla scena, al pari di Battisti. Vale la pena ricordare che nel '96 la scena indipendente italiana dell'epoca incise un disco, "Battiato non Battiato", contenente cover realizzate da - tra gli altri - Mario Venuti, Carmen Consoli, Luca Madonia, La Crus e anche i Bluvertigo. Morgan e compagni in quell'occasione reinterpretarono "Prospettiva Nevski", ma come dimenticare questa cover di "Segnali di vita" suonata insieme a Max Gazzè?

L'omaggio più recente è forse quello che gli hanno riservato Colapesce e Dimartino, siciliani come lui, sul palco dell'Ariston durante l'ultimo Festival di Sanremo. Nella serata delle cover il duo rivelazione di "Musica leggerissima", che tanto deve al Battiato de "La voce del padrone", canticchiato da tutti e spesso frainteso, ha proposto "Povera patria", brano dell'album "Come un cammello in una grondaia" del '91, scritto appena prima di Tangentopoli e sempre attualissimo: "Tra i governanti / Quanti perfetti e inutili buffoni / Questo paese devastato dal dolore".

Colapesce lo aveva già cantato più volte, in questi ultimi anni, Battiato. Nel 2013 a Bruxelles suonò "Summer on a solitary beach", nel 2018 a Torino "La voce del padrone". Dimartino, dal canto suo, al Demodè di Bari nel 2013 aveva cantato con Brunori Sas, Niccolò Carnesi e Oratio "Bandiera bianca", una delle canzoni più conosciute dell'album dell''81.

Brunori e Carnesi insieme avevano duettato su "Sentimento nuevo" e la stessa "Summer on a solitary beach" in occasione di un'esibizione alla scuola Holden di Torino, nel 2015. Su YouTube ci sono cover dello stesso pezzo fatte da Iosonouncane e Le Luci Della Centrale Elettrica, datate addirittura 2011. In quello stesso anno i Subsonica inclusero nella riedizione del loro album "Eden" un duetto con Battiato su "Up patriots to arms":

Lo stesso Vasco Brondi sarebbe tornato a cantare Battiato nell'estate del 2020, durante i concerti della serie "Talismani per tempi incerti". Del tour, durante il quale il cantautore ferrarese cantò "Magic shop", da "L'era del cinghiale bianco", l'album che segnò il ritorno di Battiato alla canzone pop dopo la parentesi sperimentale, ne è stato tratto anche un disco dal vivo, nel quale è presente la cover:

Da Vasco Brondi a Cosmo. Il musicista piemontese iniziò a farsi conoscere come Cosmo pubblicando in rete cover di alcuni brani di cantautori italiani come Battisti e Battiato, appunto. Era il 2013. Questa la sua versione di "Gesualdo da Venosa", una delle canzoni dell'album "L'ombrello e la macchina da cucire" del 1995, il primo realizzato dal cantautore siciliano in collaborazione con il filosofo e saggista Manlio Sgalambro, che firmò i testi dei brani. Nello stesso anno i ragazzi de Lo Stato Sociale cantavano dal vivo la gettonatissima "Summer on a solitary beach":

Infine, i Baustelle. L'influenza di Battiato sui loro dischi Francesco Bianconi e compagni non l'hanno mai nascosta. Lo omaggiarono ad esempio nel 2017, durante il tour de "L'amore e la violenza", con "Il re del mondo" e "Stranizza d'amuri".

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