Perché i Joy Division si chiamavano Joy Division?

E perché poi si chiamarono New Order...
Perché i Joy Division si chiamavano Joy Division?

Dare un nome non è un esercizio semplice. Battezzare non è da tutti. Che sia un figlio, un animale, una barca, un disco. I nomi, come le parole, sono importanti e hanno un significato che trascende le lettere di cui si compone. Il nome è il segno distintivo con il quale si viene riconosciuti. Non sfuggono a queste difficoltà le band, quando, dopo essersi formate si ritrovano a doversi dare un nome. Non sfuggirono a questa fatica neppure i Joy Division. Band britannica che si formò nel 1976, composta dal cantante Ian Curtis, il bassista Peter Hook, il chitarrista Bernard Sumner e il batterista Stephen Morris.

Sumner e Hook, erano amici dall'infanzia, e formarono la band dopo avere visto un concerto dei Sex Pistols nella loro Manchester.

Sumner descrisse i Sex Pistols come il gruppo che "distrusse il mito dell'essere una pop star, del musicista che è una sorta di dio che devi adorare".

Ian Curtis rispose all'annuncio di una band che era alla ricerca di un cantante. E venne preso praticamente subito. Ricordò al riguardo Sumner: "Sapevo che stava bene con noi, questa è la cosa su cui abbiamo basato l'intero gruppo. Se qualcuno ci piaceva, era dentro.” Una volta formato il gruppo, ora serviva un nome che avesse un minimo di impatto per rivelare al mondo la propria esistenza. Un primo suggerimento venne dato loro dal promoter della band Richard Boon, che propose 'Stiff Kittens' prima che i quattro facessero il primo concerto nel 1977. Boon probabilmente lo suggerì pensando al gatto nato morto di Pete Shelley, il leader di un'altra band di Manchester, i Buzzcocks.

Quando il gruppo giunse al locale nel quale dovevano esibirsi si presentarono come Warsaw, dal titolo di una canzone di David Bowie contenuta nell'album “Low”, pubblicato qualche mese prima, nel gennaio 1977. Ian Curtis era un grande fan di Bowie e quello sembrava proprio essere un buon nome. Quando pareva che ormai fosse andata per Warsaw, Stephen Morris scoprì che quel nome somigliava moltissimo a quello dei Warsaw Pakt, una band londinese che stava vivendo un momento di fama. I futuri Joy Division si sentirono in obbligo di non prendere quel nome.

Nel gennaio 1978, i quattro decisero di essere i Joy Division. Il nome fu ispirato dai tristi luoghi di prostituzione esistenti nei campi di concentramento nazisti allestiti durante la seconda guerra mondiale descritti nel libro 'House of Dolls' (in italiano, 'La casa delle bambole') scritto da Ka-Tsetnik 135633, un uomo sopravvissuto all'olocausto che riportò l'esperienza di queste donne usate come prostitute. La scelta di questo nome portò più di una critica, da sinistra, alla band, tacciata, a causa del nome, di avere simpatie filo-naziste.

Dopo il suicidio di Ian Curtis, avvenuto il 18 maggio 1980, ad appena ventiquattro ore dalla partenza per un tour negli Stati Uniti, la band decise di non sciogliersi e di continuare a suonare pur mutando il proprio nome. Quella non era una decisione presa sull'onda emotiva del momento, era piuttosto una promessa che si erano fatti l'un l'altro quando iniziarono a suonare insieme: si promisero che non avrebbero continuato come Joy Division se solo un singolo membro se ne fosse andato.

Cambiare il nome di un gruppo ormai riconosciuto e, diciamolo, di un certo successo non era affare da poco, ma una promessa è una promessa.

Nel luglio 1980, l'ora trio, si esibì senza avere il cappello di un nome. Il manager della band Rob Gretton decise di trovarne uno ad ogni costo. Gretton fece piovere sui componenti della formazione alcuni suggerimenti: 'The Sunshine Valley Dance Band', 'The Witch Doctors of Zimbabwe', 'Steve and the JDs' e altri più politicamente schierati come 'Black September' e 'Khmer Rouge'. Ogni sua iniziativa veniva bocciata, l'ultima proposta che fece, però, presa a spunto da un titolo di giornale, ‘The New Order of the Kampuchean Front’, venne presa in considerazione, seppur ridotta al solo New Order. Il nuovo nome era legato ai The New Order, una band di Los Angeles, il cui frontman era l'ex chitarrista degli Stooges Ron Asheton, e gli Stooges erano dei gruppi preferiti di Ian Curtis. Il cerchio sembrava chiuso. Sfortunatamente, questo nome era legato ad Adolf Hitler che usò più di una volta questi termini nella sua autobiografia 'Mein Kampf'.

Molti anni dopo, nella biografia dei New Order pubblicata da Peter Hook nel 2016 'Substance: Inside New Order', il bassista del gruppo riporta: "Mai nessuno di noi ha mai considerato un certo signor Hitler... ciò mostra quanto eravamo stupidi. Noi pensammo solo che riassumesse perfettamente il nostro nuovo inizio". Un nuovo inizio, che almeno per i primi tempi, in segno di rispetto, li portò a non suonare in concerto alcun brano dei Joy Division.

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