I Ministri: “La furia del suono è il messaggio”. L’intervista.

La band racconta l’ep “Cronaca nera e musica leggera”, fra spaesamento e crolli di certezze post pandemia, e suona dal vivo, in esclusiva per Rockol, il brano “Peggio di niente”.
I Ministri: “La furia del suono è il messaggio”. L’intervista.
Credits: Foto di Chiara Mirelli, abiti di Nicolò Cerioni

Rabbia nel cuore e sulla pelle. La resistenza e la reazione al torpore vive e si agita nel suono. È il dissenso che si fa musica, è il fuoco del rock. “Cronaca nera e musica leggera”, il nuovo ep dei Ministri, composto da quattro brani in uscita domani, venerdì 14 maggio, è un tentativo “di fare ordine tra le voci che arrivano da dentro, dalla parte più profonda e vera dell'io, e quelle che invece, da fuori, assillano, stordiscono e deprimono”, racconta la band che in esclusiva per Rockol ha suonato dal vivo “Peggio di niente”.

Davide "Divi" Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito torneranno dal vivo il prossimo 8 luglio sul palco del Magnolia di Milano. Il nuovo progetto è solo un antipasto del nuovo disco del trio milanese. “Non sono solo canzoni, ma schiaffoni in faccia – dice Dragogna - il suono si fa messaggio. I testi sono scuri, c’è dell’ironia come in ‘Bagnini’, ma bisogna dirlo: non sono testi che offrono una soluzione. Oggi c’è la tendenza a scrivere brani che siano manuali di autostima in cui tutto andrà bene, sono testi indulgenti. Beh, questi invece sono un rendersi conto di una situazione negativa e critica, però c’è un messaggio positivo: il suono. Questa scossa sonora che arriva addosso all’ascoltatore non è un tranquillante, questo ep non è Lexotan”.

È una sorta di saggio mai scritto sulla confusione e sulla crisi del sapere, della progressiva scomparsa di una qualche verità condivisa. “Nei testi manca l’azione, è quasi tutta al passato perché per un anno e mezzo non abbiamo potuto agire, la furia sonora è figlia di quello che è successo. Noi musicisti siamo rimasti chiusi come tutti, ma siamo stati anche trattati come una categoria inutile – continua il chitarrista - la pandemia ha reso visibile la gerarchia di questo Paese, ha palesato la scala di rilevanza. Nessuno aveva dubbi che il calcio fosse il re. La musica prima coinvolgeva migliaia e migliaia di persone che uscivano e si incontravano, poi abbiamo capito che l’unico modo per riunirsi in massa era vincere uno scudetto. E lo si è potuto fare, senza restrizioni. Ma non è stato il fattore festa-scudetto il punto. Quello che inquieta è che l’unica massa critica sembra essere stata quella, il mondo della cultura è apparso disunito, come tante baite sperdute”.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/8WrHh3-FQaju-NqOvvDDskOuFiQ=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/ministri-cronaca-nera-e-musica-leggera.jpg

“Musica sempre più leggera” cantano i Ministri. “Sì, perché la musica è stata davvero un po’troppo distante dalla realtà – ricorda Dragogna – si è voluto lasciare il marcio fuori dalle canzoni. Non si può eliminare la negatività dalle nostre vite, non si può nascondere. Noi non pensiamo che presi singolarmente, gli artisti che fanno vedere le scarpe o le collane siano colpevoli. Lo cantiamo anche in una canzone: ‘la coerenza sdraiata sui binari’. Noi combattiamo da quindici anni per tenerla viva quella coerenza, ma non è un valore assoluto. Però attenzione: se la musica diventa un gingle infinito allora nasceranno davvero i problemi e si perderà il senso critico”.

Questo progetto mostra la band in grandissima forma. “Sembra di essere dei calciatori, ma in effetti è così – sorride Federico – per lavorare sulle canzoni, in questo anno e mezzo, abbiamo dribblato le pattuglie e quando ci ritrovavamo in sala prove sentivamo davvero un motivo reale per andare avanti. Un’esigenza. Queste canzoni, come anche il cambio di estetica nel video ‘Peggio di niente’, fanno parte di un percorso nuovo in cui mai come prima hanno avuto un ruolo centrale ‘gli altri’. Amici e grandi professionisti come Ivan Rossi, Nicolò Cerioni e Marco Pellegrino”.

Se i tempi attuali sono ancora bui, il futuro? “Quello della band prevede l’uscita di un disco con pezzi che fanno un po’ paura – conclude Dragogna – perché alcuni sono stati scritti pre pandemia eppure sembrano parlare proprio del crollo dei punti di riferimento che abbiamo vissuto. Un po’ perché io sono una Cassandra, un altro po’ perché la pandemia in realtà ha accelerato dei processi già vigenti. Non abbiamo scoperto nulla di nuovo, era già tutto davanti ai nostri occhi, è solo diventato tutto molto più grande. Come in questo ep, anche nelle prossime uscite ci sarà un’ironia amara. La stessa che vedeva le città vuote, deserte, con i rider ovunque, gli unici esseri umani liberi di muoversi e di portarci da mangiare, ma anche liberi di essere sfruttati”.  

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.