Direttori rockstar: rissa tra Muti e Chailly dietro le quinte della Scala

Rock e classica, due mondi tanto distanti quanto vicinissimi tra loro, popolati di personaggi sui generis protagonisti di episodi epici. Come quello andato in scena nel backstage della Scala di Milano martedì notte.
Direttori rockstar: rissa tra Muti e Chailly dietro le quinte della Scala

Rock e classica, due mondi tanto distanti quanto vicinissimi tra loro, popolati di personaggi sui generis protagonisti di episodi epici.

L'ultimo della serie, per il mondo classico, uno scontro avvenuto dietro le quinte dopo un concerto. Non un concerto rock, ma quello che martedì ha visto Riccardo Muti dirigere alla Scala di Milano i Wiener Philharmoniker (il giorno precedente sul podio era salito Riccardo Chailly, per dirigere il coro e l'orchestra del teatro nel concerto di riapertura dopo 200 giorni di limitazioni anti-Covid). Non un'arena o un club, ma un signor teatro. Non due rockstar, ma due dei più grandi direttori d'orchestra italiani viventi: da un lato Riccardo Muti e dall'altro Riccardo Chailly, appunto. Della vicenda parlano oggi i principali quotidiani italiani e le agenzie di stampa.

"Ci sono state scintille alla Scala fra l'ex direttore musicale del teatro Riccardo Muti e l'attuale direttore musicale Riccardo Chailly". Quest'ultimo sarebbe andato a salutare il suo predecessore nel camerino che aveva ceduto a Muti", scrive l'Ansa. All'arrivo di Chailly, davanti a diversi testimoni, Muti - che guidò la Scala dal 1986 fino al 2005 - avrebbe sostenuto di non conoscerlo, chiedendogli chi fosse e cosa ci facesse lì, riporta l'agenzia. Qualcuno ha anche pensato che il Maestro di origini napoletane stesse scherzando. E quando Chailly si è tolto la mascherina, spiegando che era andato a complimentarsi per il concerto, Muti gli avrebbe detto di togliersi di torno, con espressioni colorite. Chailly se ne sarebbe andato.

La Repubblica aggiunge alcuni elementi: "All'arrivo i Chailly, chi era presente racconta che Muti avrebbe chiesto al direttore musicale della Scala chi fosse e cosa ci facesse lì.

Quando Chailly, pensando di non essere stato riconosciuto o a uno scherzo si è tolto la mascherina, Muti lo avrebbe invitato a levarsi di torno, con espressioni colorite. 'Avevo detto che non volevo vedere nessuno, solo persone a me gradite. Cosa è venuto a fare qui?' - si sarebbe lamentato Muti, secondo la ricostruzione di chi era nella stessa stanza. A quel punto, Chailly come impietrito se n'è andato visibilmente contrariato. Davanti allo sguardo esterrefatto del sovrintendente alla Scala, Dominique Meyer, che prova a derubricare l'episodio come una 'ragazzata'". Per Il Messaggero "le versioni dei presenti divergono sui dettagli, non sulla sostanza": "C'è chi sostiene che il Maestro napoletano abbia detto al collega 'Fuori dai coglioni' e chi propende per il 'Mi hai rotto i coglioni', ma l'insulto degli stessi attributi è fatto". E ancora: "Si è ipotizzato che forse Riccardo Muti non aveva riconosciuto, causa mascherina, il collega. Anche fosse, si racconta che Chailly quella mascherina se la sia abbassata, ma che la rabbia dell'altro non sia scemata e sia proseguita con il classico 'Ma chi cazzo ti credi d'essere?'".

Diversa la versione del Corriere della Sera: "Muti avrebbe confuso la presenza della troupe Rai che aveva registrato il concerto con giornalisti di una qualche televisione pronti a carpirgli qualche dichiarazione. Non gradendo la loro presenza, si è rivolto in malo modo al direttore della Comunicazione della Scala. Peggio, raggiunto dal direttore musicale Riccardo Chailly, andato verso il suo camerino per congratularsi, Muti non lo avrebbe riconosciuto (a causa della mascherina), chiarendo che non voleva vedere nessuno e che era stato netto su questo punto. Quindi avrebbe concluso con un 'fuori...'. Chailly avrebbe mantenuto un comportamento molto sereno lasciando perdere".

Ma cosa c'è alla base del dissidio? L'Ansa ipotizza che Muti possa non aver apprezzato le polemiche causate dal calendario, che vedeva il suo concerto con l'orchestra austriaca riaprire il teatro al pubblico dopo 200 giorni di restrizioni anti Covid, nel giorno esatto del 75esimo anniversario del concerto di Arturo Toscanini, il primo dopo la guerra e la ricostruzione. Polemiche zittite con la decisione di programmare il giorno precedente un concerto del coro e dell'orchestra della Scala diretto dal padrone di casa, Chailly, in modo da avere non uno, ma ben due concerti straordinari. Dalla Scala niente commenti, ma neppure smentite.

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