Chris Cornell: la causa sulla sua morte tra famiglia e medico si chiude con un accordo

Va in archivio la causa intentata dalla moglie di Chris Cornell nei confronti del dottor Koblin
Chris Cornell: la causa sulla sua morte tra famiglia e medico si chiude con un accordo

La famiglia di Chris Cornell ha raggiunto un accordo privato con il medico del cantante che era stato citato in giudizio nel 2018 per negligenza e dolo, chiudendo in questo modo, dopo due anni e mezzo, la causa in corso.

La causa era stata intentata nel novembre 2018 dalla vedova del musicista, Vicky, e dai figli Toni e Christopher Nicholas, a un anno e mezzo dalla scomparsa dell'ex frontman dei Soundgarden, avvenuta il 18 maggio 2017, che venne archiviata sotto la voce suicidio.

Secondo i documenti del tribunale presi in visione dal magazine Rolling Stone l'accordo è stato raggiunto il mese scorso. La famiglia Cornell aveva accusato il dottor Robert Koblin di non aver mai prescritto esami medici di follow-up, studi di laboratorio o valutazioni cliniche a Cornell nonostante gli avesse prescritto l'ossicodone. L'accusa inoltre affermò che Koblin non aveva mai avvertito Chris Cornell dei possibili effetti collaterali del Lorazepam, di cui il cantante era "un individuo incline alla dipendenza", prescrivendogli 940 dosi del farmaco a partire dal 2015. La famiglia ha quindi citato in giudizio Koblin per negligenza e dolo.

In risposta alle accuse mossegli contro, il dottor Koblin ha negato la prescrizione eccessiva di farmaci contro l'ansia a Cornell, sostenendo che il cantante era "ben consapevole" degli effetti collaterali e dei pericoli derivanti dall'assunzione di farmaci per l'ansia, ma ha chiesto di "non essere informato" dei rischi a cui poteva andare incontro.



L'avvocato della famiglia Cornell, Melissa Lerner, in questi documenti scrive, "Dopo anni di controversie e trattative, i querelanti e gli imputati Robert Koblin, la Robert Koblin Inc e il Robertson Cardiovascular Center hanno raggiunto un accordo che mette fine a tutte le rivendicazioni di ciascun querelante". La Lerner ha inoltre richiesto che tale accordo e i relativi documenti siano coperti da riserbo poiché, "Negli ultimi anni, troll e altre persone instabili hanno molestato i querelanti, minacciandone la vita e la sicurezza. Nelle ultime settimane, i querelanti hanno ricevuto minacce di morte online. Inoltre, la crescente attenzione a questo caso ha portato ad altre violazioni della privacy dei querelanti".

Anche se la famiglia Cornell aveva in precedenza affermato che i farmaci da prescrizione avrebbero potuto contribuire alla morte del cantante, è stato confermato dal medico legale che i farmaci trovati nel corpo di Cornell "non hanno contribuito alla morte".

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