Accadde che i Depeche Mode scatenarono l'isteria a Los Angeles

Il 20 marzo 1990 la band britannica doveva presentare l'album "Violator" ai fan, ma...
Accadde che i Depeche Mode scatenarono l'isteria a Los Angeles

Gli anni Novanta bussavano alla porta, i Depeche Mode avevano un grande successo, ma il periodo per la band inglese era di quelli complicati, di quelli poco sereni. Il tour precedente – quello a supporto dell'album "Music for the Masses", pubblicato nel settembre 1987 - si era concluso con il concerto del 18 giugno del 1988 al Rose Bowl di Pasadena (California): uno stadio colmo all'inverosimile tutto per loro, e per giunta negli Stati Uniti. Per i Depeche Mode, che non erano una rock band tradizionale, era senza dubbio il punto più alto raggiunto sino ad allora in carriera.

Quel concerto, documentato dal live album e dal film “101”, pubblicato nel marzo 1989, però generò qualche polemica: “Sono assurdi”, scrisse il critico del quotidiano statunitense New York Times, che accusava la band di usare sul palco suoni pre-registrati. “Hanno avuto la faccia tosta di pubblicare un album doppio, "101", che promette di essere di grande valore per chi colleziona urla del pubblico e chiacchiere tra una canzone e l’altra”. Per dirla molto chiaramente: i Depeche Mode avevano un problema di credibilità fuori dalla cerchia dei propri numerosissimi fan, in un periodo in cui i suoni sintetici stavano da una parte e le chitarre un’altra, con l’elettronica vista sempre con un poco di sospetto.

A livello personale le cose non andavano troppo bene per alcuni membri della band. Il matrimonio di Dave Gahan con Joanne Fox era giunto al capolinea e il frontman del gruppo, in difficoltà emotiva, si rivolse, per cercare sollievo, alla droga. La sua instabilità psicologica lo portava ad avere degli attacchi di rabbia, come quella volta che a Milano, litigò con delle persone per strada senza fondate giustificazioni. Dal suo canto anche Andy Fletcher non se la passava meglio, soffriva di ansia e depressione, la qual cosa suscitò spesso l'ira del compagno di band Alan Wilder che vedeva nelle difficoltà di 'Fletch' un intralcio ai lavori in sala di registrazione. A Wilder pareva che il collega non fosse molto coinvolto, mentre gli altri si impegnavano nel creare nuova musica.

Nonostante queste difficoltà, le stelle e i pianeti si allinearono e il disco che ne uscì possedeva una perfetta combinazione tra il suono synth-pop, marchio di fabbrica da sempre dell'allora quartetto britannico, e una giusta e sorprendente attenzione per il suono della chitarra: mirabili esempi ne sono "Policy of Truth" e "Personal Jesus". “Violator”, questo il nome del settimo album in studio dei Depeche Mode venne pubblicato nel marzo 1990, spaccò le classifiche di mezzo mondo, andando alla posizione numero due della chart in Gran Bretagna e alla numero sette negli Stati Uniti. I Depeche Mode sfornarono il loro album capolavoro, “Violator” zittì anche i detrattori più riottosi.

Martin Gore, la mente del gruppo, dando fondo al suo pungente sense of humor, parlando del titolo dell'album, confidò all'NME: "L'abbiamo chiamato “Violator” per scherzo. Volevamo che avesse un titolo eccessivamente metal e ridicolmente heavy. Mi sorprenderò se la gente capisse lo scherzo. Quando abbiamo chiamato un album “Music for the Masses”, siamo stati accusati di essere supponenti e arroganti. In effetti, era uno scherzo. Era tutto fuorché musica per le masse!".

Anche se le masse accorrevano a frotte. Accadde che a Los Angeles, qualche giorno dopo la pubblicazione di “Violator”, era in programma un firmacopie dei Depeche Mode al negozio di dischi Wherehouse. Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo. Circa cinquemila fan si accamparono con largo anticipo al di fuori del negozio ad attenderli. A sera, la folla era cresciuta di numero fino a raggiungere le 15/20.000 unità. Intervistato da una stazione radio locale Andy Fletcher dichiarò candidamente: "Pensavamo che sarebbero venute una trentina di persone. E si scopre che sono circa 17-20.000: è incredibile."

La security assoldata dal negozio per gestire i fan venne sopraffatta e quindi fu richiesto l'intervento della polizia di Los Angeles. La fila si dipanava lungo quindici isolati, purtroppo non mancarono problemi con l'ordine e la disciplina, per contenere i facinorosi dovettero intervenire 130 poliziotti in tenuta antisommossa e la band dovette essere scortata fuori dal locale dopo solo un'ora di firme. La responsabilità per i danni recati se la assunse la Wherehouse Entertainment, Inc. che pagò alla città di Los Angeles 18.076 dollari per coprirne il costo. Un giornalista chiosò: "I Depeche Mode sono una band britannica che era qui per promuovere il nuovo album. Se prima non sapevate chi fossero, ora lo sapete."

Gli incidenti accaduti fuori dal negozio di Los Angeles vennero seguiti dai media in tutti gli Stati Uniti, offrendo la migliore pubblicità gratuita che una band possa sperare di ricevere. Per ringraziare i fan che inconsapevolmente contribuirono ad aumentare il profilo dei Depeche Mode negli Stati Uniti, la Sire Records (l'etichetta discografica della band) stampò venticinquemila copie su cassetta di 'The Wherehouse 3/20/90' e le regalò agli ascoltatori di KROQ che avessero inviato una busta auto-indirizzata alla stazione radiofonica californiana. La cassetta conteneva un'intervista di venti minuti con il gruppo e una canzone esclusiva, "Something to Do (Metal Mix Version)".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.