Il primo disco che comprò Paul Weller

Era il 1968 e il Modfather aveva soli dieci anni
Il primo disco che comprò Paul Weller

Paul Weller è nato a Woking, in Gran Bretagna, il 25 maggio 1958. Da 45 anni a questa parte è una delle figure musicali inglesi di maggiore successo e influenza, partendo dai tempi del suo primo gruppo, i Jam, passando dalla sua seconda band, gli Style Council, fino alla lunga e solida carriera solista. Una carriera all'insegna del cambiamento e della diversità musicale.

Parlando a BBC 6 Music, Paul Weller, qualche tempo fa, rivelò, a proposito dei suoi gusti musicali quale fu il primo disco che acquistò: "Il primo singolo effettivamente mio, che comprai con i miei risparmi, fu "Wonderboy" dei Kinks, nel 1968 quando avevo 10 anni. Ero un grandissimo fan dei Kinks, e lo sono ancora. Quello è stato il loro primo singolo che ho potuto permettermi."

E continua ancora sul medesimo tono, con totale ammirazione, parlando della storica band inglese: "Ero un grande, grande fan dei Kinks.

Avevo risparmiato sulla paghetta o li avevo presi da mia madre e mio padre. Anche mia madre aveva dei singoli e io ascoltavo la sua roba. Aveva alcuni dei primi singoli dei Beatles, amava cose del genere. E sul radiogramma che, per i più giovani, era un grosso mobile con uno spazio bar su un lato e un coperchio che si poteva sollevare e sotto c'era un piano dove si potevano impilare i dischi così da fare in modo che potessero suonare uno dopo l'altro. Io mettevo i lati A, poi i lati B, poi prendevo in prestito per alcuni giorni i singoli dagli amici di mia madre per ascoltarli. Ho sempre amato i dischi sin dal primo momento che riesco a ricordare.".

Esistono chiari punti di contatto tra la visione musicale della mente dei Kinks Ray Davies e Paul Weller. C'è un crudo realismo che attraversa il lavoro dei due. Nel 2015, parlando con il quotidiano The Guardian, Weller proferì: "Quando penso alla musica pop, penso a gente come i Kinks. Gente che fa musica molto popolare, ma che prova ancora a superare i confini. Non so come descriverlo, davvero. I loro brani sono molto popolari ma hanno anche un lato sperimentale."

Sempre nel 2015, ma alla rivista The Quietus parlando di Ray Davies il Modfather spiegò: "Che scrittore, non posso dire quanta influenza lui abbia avuto su di me. L'abilità artistica di condensare tutte quelle idee in una piccola canzone di tre minuti è semplicemente fantastica. Sono ancora stordito da questa cosa."

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