TY1: “La mia giungla urbana non ha confini”

Il produttore campano raduna 24 artisti, fra stelle urban, nomi pop e nuove leve, per dare vita a un progetto vastissimo intitolato “Djungle”. L’intervista.
TY1: “La mia giungla urbana non ha confini”

Una giungla di suoni e stili in cui 24 ospiti si muovono liberi come animali selvatici. Il re è TY1, produttore di Salerno, classe 1979, è una colonna del mondo hip hop italiano. Venerdì 7 Maggio uscirà “Djungle”, il suo nuovo disco, composto da 14 brani in cui spiccano nomi del genere urban e hip-hop (Marracash, Paky, Guè Pequeno, Massimo Pericolo, Pretty Solero, Myss Keta, Noyz Narcos, VillaBanks, Ernia, Capo Plaza, Jake La Furia, Speranza, Taxi B, Rkomi, Ketama126, Samurai Jay, Geolier), incursioni del mondo pop (Neffa, Tiromancino), ospiti esteri (Pablo Chill-E, Mc Buzzz, Dosseh) e nuove leve (Touchè, Vettosi).

Radici d’asfalto

“La copertina del disco, curata dall’artista Gianfranco Villegas e scattata da Francesco Bonasia, mostra un bambino con il mio logo impresso sulla nuca rasata, immerso in quella che appare come la perfetta raffigurazione di una giungla urbana – spiega il produttore – il giovane guarda quei palazzoni d’asfalto, ma allo stesso tempo sogna degli animali colorati, viaggia con la fantasia. È proprio quello che facevo io, da ragazzino, a Salerno. Viaggiavo con la mente e speravo che la musica mi permettesse di andare distante. Così è stato. Con questo disco ho ripreso quell’immaginario e, con un duro lavoro, supportato dal mio team, ho dato vita a una giungla senza confini”.

Tutti gli ospiti chiamati nel progetto sono stati annunciati con delle foto che ritraggono il ragazzo con diverse maglie da calcio con i nomi di tutti i feat. “Salerno è una città piccola, il genere hip hop ha fatto fatica a emergere – ricorda TY1 – quando ho iniziato io, nei primi anni ’90, nessuno la faceva in modo professionale. Ascoltavo tantissima musica e, come tutti i miei coetanei, scendevo in strada a giocare a pallone. Per questo mi piaceva l’idea di partire da quell’immagine per annunciare tutte le collaborazioni. Il titolo del progetto rievoca la giungla, ma anche i miei inizi da dj”.

I suoni

“Non ho mandato una cartella di tante basi agli artisti, ho fatto scegliere al massimo fra due possibilità – dice TY1 – questo perché avevo le idee molto chiare sul tipo di genere che volevo esplorare con i diversi ospiti. Abbiamo lavorato a distanza, alcuni dei protagonisti li ho contattati sui social e poi ci siamo sentiti su FaceTime. Dentro si possono trovare pezzi rap più classici come quello con Marra e Geolier o come quello con Massimo Pericolo, ma anche altri più pop alla Post Malone come quello con Ernia e i Tiromancino. In questi anni ho sperimentato molto, penso ai due brani dell’ultimo disco di Marracash, “Persona”: ho lavorato su ‘Quelli che non pensano’ e ‘Non sono Marra’ in collaborazione con Dardust. Mi viene in mente anche “Aggio perzo 'o suonno” con Coez e Neffa. È da tempo che gioco e sperimento. Nel disco c’è un brano, quello con Ketama 126, in cui vado ancora oltre riprendendo lo stile di Lil Peep e una certa attitudine grunge”.  

La figura del produttore

Negli ultimi anni i produttori sono sotto i riflettori tanto quanto gli artisti. Basta pensare a due album, anch’essi ricchi di feat, che hanno segnato la storia recente dell’hip hop: “Mattoni” di Night Skinny e “Obe” di Mace. “Ci siamo presi quello che ci spetta – conclude TY1 – in America i produttori sono molto importanti, pensiamo all’ultimo lavoro di Dj Khaled, è una bomba. Ormai siamo figure che hanno una visione più ampia, vestiamo i panni di veri direttori artistici. In Italia per far passare questo messaggio c’è voluto diverso tempo. Charlie Charles, per esempio, è sempre stato visto strettamente legato a Sfera Ebbasta, mentre Sick Luke alla Dark Polo Gang, ma è normale che a un certo punto un produttore cerchi la propria identità e la rivendichi firmando il progetto con il suo nome. Piano piano le cose sono cambiate e ora gli album firmati dai producer hanno il giusto peso”.

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