Colapesce e Dimartino, ‘niente scadenze’ al sodalizio

Il duo rivelazione del passato Sanremo fa i conti con il futuro: ‘Avevamo pensato di chiudere questa collaborazione con il Festival, ma la pandemia ha sballato i programmi’
Colapesce e Dimartino, ‘niente scadenze’ al sodalizio

Fino a quando Colapesce e Dimartino resteranno Colapesce e Dimartino senza tornare alle rispettive carriera soliste? La domanda, al duo di “Musica leggerissima”, il brano che - pur non vincendo all’Ariston - ha spopolato dopo la presentazione al passato Festival di Sanremo, l’ha posta per La Stampa Roberto Pavanello ai due cantautori siciliani. Che hanno risposto:

“Noi seguiamo il corso naturale delle cose. La pandemia ci ha sballato i programmi perché il disco doveva uscire prima, così come il tour. Sanremo stesso l’avevamo pensato come il posto in cui celebrare i nostri dieci anni di carriere e dove chiudere questa collaborazione. Invece ne è stato un nuovo inizio. Quindi non mettiamo scadenze”

Sempre nella stessa intervista, i due hanno spiegato - nonostante il successo che stanno registrando le loro ospitato al programma di La7 Propaganda Live - di non avere intenzione di affiancare, a quella musicale, una carriera televisiva:

“Ci piace avere questo spazio goliardico con Diego Bianchi. Io e Antonio siamo due “cazzoni” e ci divertiamo a improvvisare. Non ci piace la dimensione televisiva in sé, ma in questo caso è diverso. È forse l’unico programma che fa un certo tipo di informazione e che ci permette di entrare in contatto con un pubblico che noi normalmente non raggiungeremmo (...) È bello che grazie a Propaganda torni in televisione anche la musica live. Lo spazio che ci ha dato Diego allunga la presenza degli ospiti musicali e così si può approfondire la loro conoscenza. Si suona e si parla di musica, una cosa che ormai in tv sembra essere scomparsa. Bisogna tornare agli Anni 90 per ritrovarla. Il nostro ruolo nel programma è iniziato per caso e non sappiamo quanto durerà”.

Riguardo, invece, il successo di “Musica leggerissima”, Dimartino ha spiegato:

“È una canzone in cui possono riconoscersi più persone. Non solo una nicchia o il grande pubblico, ma entrambi. Me ne sono reso conto quando ho visto che è stata condivisa dal TikTok degli Uffizi di Firenze e al contempo l’ho sentita canticchiare dal parcheggiatore sotto casa. Non so dire se sia una questione di parole o di melodia. Perché le prime sono quelle che magari la gente aveva bisogno di sentirsi dire in questo momento, mentre la melodia ricorda a livello armonico qualcosa di antico. Comunque sia, la trasversalità di Musica leggerissima è assurda”.

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