Verve, una sinfonia agrodolce anni Novanta

La band di Richard Ashcroft ha dato grande lustro al Brit Pop
Verve, una sinfonia agrodolce anni Novanta

Poco prima di entrare negli anni Novanta, nel nord dell'Inghilterra, a metà strada tra Manchester e Liverpool, nella cittadina di Wigan, si formano i Verve. Sono in quattro, si sono incontrati – come spesso accade – al tempo della scuola e rispondono ai nomi di Richard Ashcroft (il cantante), Nick McCabe (il chitarrista), Simon Jones (il bassista) e Peter Salisbury (il batterista). Nel 1991 il quartetto firma un contratto con l'etichetta discografica Hut Records per poi pubblicare, nel 1992, una manciata di singoli: "All in the Mind", "She's a Superstar" e "Gravity Grave".

Nel giugno del 1993 per i Verve è tempo di pubblicare il loro primo album, "A Storm in Heaven". Il disco riceve in generale buone recensioni da parte della critica e raggiunge una incoraggiante 27esima posizione nella classifica britannica di vendita. Sono due i singoli estratti dal disco: "Blue" e "Slide Away". Quest'ultimo piace parecchio e riesce a conquistare il primo posto della classifica britannica, riservata all'indie rock.

Nell'estate del 1994 i Verve sono in cartellone, negli Stati Uniti, al Lollapalooza, il festival itinerante creato dal leader dei Jane's Addiction Perry Farrell. Il tour sarà indimenticabile per la band britannica, più per quanto accade fuori che sopra il palco: Richard Ashcroft viene infatti ricoverato in ospedale a causa di un'overdose di ecstasy, mentre Salisbury viene arrestato per aver distrutto la camera di un hotel in Kansas durante un delirio provocato, anch'esso, dall'abuso di droga. Vizio comune a tutti i membri del gruppo.

Nel giugno del 1995 i Verve pubblicano il secondo album, "A Northern Soul". Il disco raggiunge, come suo massimo il tredicesimo posto della classifica di vendita britannica. I lavori al disco iniziano con il piede giusto, tanto che McCabe definirà quel primo periodo in studio di registrazione come il tempo più felice della sua vita. Poi il clima si fa via via più velenoso, tra droga e litigi, in primis proprio tra McCabe ed Ashcroft, che dirà: "Quattro mesi intensi e da pazzi. Pazzia allo stato puro. Nel senso buono e nel senso meno buono. Come soltanto la buona musica e le pessime droghe, assieme alla miscela di emozioni che provocano, possono fare".

Nel luglio del 1996 i rapporti sempre tesi e difficili portano Richard Ashcroft a sciogliere il gruppo. Solo qualche settimana più tardi lo rimette nuovamente insieme, ma McCabe si rifiuta di tornare. I Verve per sostituirlo si rivolgono all'ex chitarrista dei Suede, Bernard Butler, ma questi rimane in formazione solo un paio di giorni. A prendere il posto lasciato vacante da Nick McCabe sarà Simon Tong.

Dopo il tour a supporto di "A Northern Soul", nel 1997, McCabe ci ripensa e rientra nella band, che ora si ritrova con due chitarristi. Nel settembre del 1997 i Verve pubblicano il terzo album, "Urban Hymns". Trascinato dal singolo "Bitter Sweet Symphony" l'album vola fino alla prima posizione in classifica in Gran Bretagna e riscuote successo anche negli Stati Uniti, oltre che in buona parte del mondo. Nonostante si possa considerare "Bitter Sweet Symphony" il loro manifesto, la canzone non riesce a cogliere la prima posizione della chart. L'impresa viene compiuta con il secondo singolo, "The Drugs Don't Work", che sarà la prima e ultima canzone del gruppo a raggiungere la prima posizione della classifica britannica.

All'apice della loro popolarità, il 27 aprile 1999 i Verve si sciolgono. Nel comunicato ufficiale la formazione di Wigan parlò di una decisione consensuale. Richard Ashcroft commentò così: "Personalmente, è stata una scelta molto tormentata. Ho sempre dato tutto me stesso alla band e avrei continuato a farlo se le circostanze non lo avessero reso impossibile. Vorrei ringraziare i fan per il loro sostegno leale e l'eccezionale accoglienza riservata a "Urban Hymns"".

La storia dei Verve morta e sepolta con gli anni Novanta, come l'araba fenice, rinacque dalle proprie ceneri. Nel 2007 infatti riprende vita (con il quartetto originario, senza Simon Tong) e nell'agosto 2008 pubblica l'album "Forth". Il disco, a distanza di oltre dieci anni, riporta la band al primo posto in classifica in Gran Bretagna e il singolo "Love is Noise" coglie la quarta posizione. La reunion, seppur di successo, però non avrà del futuro davanti a sè. Infatti, solo un anno più tardi, nell'agosto 2009, il nuovo e, ad oggi, definitivo scioglimento.

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