Storia di Giorgia

Un viaggio nelle canzoni della musicista romana nel giorno del suo compleanno
Storia di Giorgia

Tanti auguri a Giorgia che compie oggi 50 anni. Giorgia Todrani - questo il suo nome all'anagrafe - si è avvicinata alla musica sin da piccolissima, complice il papà Giulio, cantante e musicista, membro del duo canoro Juli & Julie, fondatore del gruppo soul e r&b Io vorrei la pelle nera e, lo scorso anno, protagonista del talent televisivo The Voice Senior: da qui la passione di Giorgia per questi generi e per le grandi voci della musica nera, da Aretha Franklin a Whitney Houston, passando per Ray Charles e Stevie Wonder.

Dopo aver provato a farsi conoscere dal pubblico con un paio di singoli, "Nasceremo" e "Tuttinpiedi", nel 1994 Giorgia entra a gamba tesa nelle radio di tutta Italia con "E poi": la canzone, scritta insieme ai suoi produttori Massimo Calabrese e Marco Rinalduzzi, viene presentata in gara al festival di Sanremo, nella categoria Giovani. Non riuscì a vincere: si fermò solamente al settimo posto nella competizione vinta da Andrea Bocelli con "Il mare calmo della sera". Nelle settimane successive il Festival di Sanremo, però, Giorgia si prese una bella rivincita.

Forte del successo ottenuto con "E poi", l'anno seguente Giorgia si ripresentò in gara al festival di Sanremo, stavolta tra i "big": e lo fece con "Come saprei"; scritta insieme a Eros Ramazzotti, Vladimiro Tosetto e Adelio Cogliati. A sorpresa, Giorgia si classificò al primo posto in classifica (avendo la meglio su "In amore", interpretata da Gianni Morandi e Barbara Cola, e su "Gente come noi", interpretata da Ivana Spagna) e riuscì ad aggiudicarsi anche il Premio della Critica.

Nel 1996, Giorgia tornò nuovamente al festival di Sanremo: in gara, per la sua terza partecipazione, si presentò con "Strano il mio destino". Scritta dalla stessa cantante insieme a Maurizio Fabrizio, la canzone piacque così tanto alla platea dell'Ariston che Pippo Baudo, il conduttore di quell'edizione, concesse a Giorgia il bis. Ciò nonostante, però, non riuscì a bissare il risultato dell'anno precedente: si classificò infatti al terzo posto, dietro a "Vorrei incontrarti fra cent'anni" (interpretata da Ron e Tosca) e a "La terra dei cachi" (interpretata da Elio e le Storie Tese).

Tra il 1996 e il 2000 Giorgia sfornò alcuni brani di successo: dalla cover di "Il cielo in una stanza" a "Girasole", passando per "Parlami d'amore". Nel 2001, prossima a pubblicare il suo quinto album di inediti, "Senza ali", la cantante decise di tornare ancora una volta al Festival di Sanremo. In gara portò "Di sole e d'azzurro", una canzone melodica dalle venature soul, scritta nientepopodimeno che da Zucchero, (insieme a Matteo Saggese e Mino Vergnaghi). Si classificò al secondo posto, dietro a Elisa e alla sua "Luce (tramonti a nord est)": curiosamente, tra gli autori della canzone interpretata dalla cantautrice di Monfalcone c'era lo stesso Zucchero.

Giorgia fu legata sentimentalmente a Alex Baroni dal 1997 al 2002, anno in cui il cantautore milanese perse la vita a causa di un incidente stradale. "Avrei voluto morire insieme a Alex Baroni", avrebbe detto la cantante romana a distanza di qualche anno da quella tragedia: in seguito alla scomparsa del musicista, Giorgia scrisse "Marzo", dedicato proprio a Alex Baroni.

Dopo il greatest hits "Le cose non vanno mai come credi", nel 2003 Giorgia pubblicò un nuovo album di inediti, "Ladra di vento": come primo singolo estratto dal disco venne scelta una canzone, "Gocce di memoria", scritta insieme al compositore Andrea Guerra, che vide le influenze soul che avevano caratterizzato le passate produzioni della cantante mischiarsi con accenti trip hop.

Gli anni 2000 videro Giorgia pubblicare una serie di canzoni che ottennero discreti successi radiofonici e commerciali: "Infinite volte", ad esempio, ma anche "Parlo con te" e "La la song (non credo di essere al sicuro)". Nel 2011, dopo una nuova raccolta, la cantante tornò sulle scene con un disco che segnò una rottura decisiva rispetto ai suoi precedenti lavori, per quanto riguarda il sound: "Dietro le apparenze", primo disco di Giorgia ad essere prodotto da Michele Canova, vide la cantante cimentarsi con sonorità più elettropop, a partire dal singolo "Il mio giorno migliore".

Il lavoro successivo, "Senza paura", uscito nel 2013, vide le nuove influenze elettroniche incontrare i suoni soul con cui Giorgia si era fatta conoscere ad inizio carriera. Come singolo apripista del disco, la cantante scelse questa ballatona.

Così anche il sequel di "Senza paura", "Oronero", uscito nell'autunno del 2016 e anticipato dall'omonima canzone: un brano dalle sonorità minimal, con un pianoforte appena accennato e beat elettronici sullo sfondo.

"Oronero" è tornato nei negozi nel gennaio 2018 con il titolo "Oronero live": accanto all'album originale, un secondo disco con le registrazioni dal vivo tratte dal tour. E alcuni inediti, come il duetto con Marco Mengoni su "Come neve".

Il 2018 si era aperto per Giorgia con l'uscita dell'album dal vivo "Oronero live" e si è chiuso con la pubblicazione di un disco di cover, lei che iniziò interpretando brani di altri artisti, intitolato "Pop heart". Quindici evergreen della musica pop italiana e internazionale rilette in chiave elettronica: "Volevamo dare alle nuove versioni un contributo sonoro che fosse ispirato all'originale ma che avesse al tempo stesso qualcosa di contemporaneo".

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