Gli AC/DC, "For Those About to Rock", il Principe Carlo e Lady Diana

L'idea di usare un cannone venne ad Angus Young davanti alla televisione
Gli AC/DC, "For Those About to Rock", il Principe Carlo e Lady Diana

L'iconica batteria di cannoni che esplode i propri colpi e accompagna gli AC/DC sulle note di "For Those About to Rock" affonda le sue radici nel matrimonio del principe Carlo d'Inghilterra e Diana Spencer celebrato nella Cattedrale di St Paul a Londra il 29 luglio 1981.

Quel giorno, il chitarrista della band australiana Angus Young era impegnato a Parigi a lavorare all'album "For those about to rock", ma riuscì a vedere una parte della cerimonia e le salve di cannone.

Allora gli venne un'idea per un qualcosa di simbolico: "Volevo solo qualcosa di forte. Qualcosa di maschile e rock'n'roll. E cosa c'è di più maschile di un cannone. Voglio dire, si carica, spara e distrugge".



Nella title track dell'album che venne pubblicato nel novembre 1981, come ricordato più sopra, furono inclusi dei colpi di cannone. Ma non bastava. Un cannone napoleonico era sulla copertina dell'album. E l'artiglieria venne schierata anche nel tour a supporto del disco pronta ad esplodere nel gran finale.
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Ricorda il tour manager Ian Jeffery: "C'erano dodici scatole nere per lato, in due file da sei, che non somigliavano per nulla a dei cannoni. Fino a quando non venivano sollevati da terra da dietro gli amplificatori e le canne saltavano fuori, quando funzionavano."

In effetti, non tutto funzionava sempre per il verso giusto e nel prosieguo del tour alcuni problemi legati all'affidabilità causarono la demolizione del primo lotto di cannoni fornito dalla società basata a Birmingham Light & Sound Design (LSD). Al riguardo il co-fondatore della LSD Terry Lee ha dichiarato a Classic Rock: "Il concetto originale era basato sull'apertura delle alette nelle pile di amplificatori, poi i cannoni sarebbero emersi e avrebbero sparato come avrebbero fatto su una nave pirata. I problemi erano sia meccanici che pirotecnici, quindi vennero sostituiti con qualcosa di molto più drammatico e affidabile."

“C'erano scintille che volavano dappertutto”, ammise Angus Young nel 2004. “Così ci siamo sbarazzati di loro abbastanza velocemente e abbiamo preso due cannoni giganti che abbiamo messo su entrambi i lati. Gli oggetti di scena non sempre funzionano."


A distanza di anni, i cannoni sono ancora presenti sul palco degli AC/DC. Anche se il cantante della band Brian Johnson a volte vorrebbe che non ci fossero. Nel 2013 infatti disse: "Potrei scrivere un libro su come sia stare sotto un cannone per trent'anni. Vengono fuori delle orribili scintille. E alla fine dello spettacolo ho dei segni di bruciature su tutte le spalle".
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