Guns N’ Roses, Duff McKagan e il primo incontro con Slash: ‘Uno shock culturale’

Il bassista ricorda la prima volta che ha incontrato il suo futuro compagno di band
Guns N’ Roses, Duff McKagan e il primo incontro con Slash: ‘Uno shock culturale’

Recentemente il bassista dei Guns N’ Roses Duff McKagan ha ricordato la prima volta che ha incontrato Slash, descrivendo l’incontro come uno “shock culturale”. L’aneddoto è stato raccontato dal sodale di Axl Rose e soci a margine di un’intervista rilasciata insieme a Stone Gossard dei Pearl Jam per un recente episodio del podcast “Rock this with Allison Hagendorf” di Spotify.

Durante la puntata i due artisti hanno discusso dei loro anni formativi, che li ha visti muovere i loro primi passi nella scena punk di Seattle all’inizio degli anni ’80, e di quando McKagan ha lasciato la sua città natale per trasferirsi a Los Angeles, dove ha avuto modo di entrare in contatto a stretto giro con Slash e il batterista della formazione originale del gruppo di ‘Appetite for destruction’ Steven Adler.

Narrando di aver incontrato per la prima volta i suoi futuri compagni di band da Canter's, una tavola calda di specialità gastronomiche ebraiche a Los Angeles, negli anni diventata famosa per essere frequentata da celebrità e star del cinema e della musica, il bassista dei Guns N’ Roses ha ricordato: “Ho incontrato Slash e Steven Adler da Canter’s.

È un ristorante. Non vi ero mai stato prima. Il proprietario Marc Canter era un amico d'infanzia di Slash. Questi ragazzi sono cresciuti insieme a Los Angeles”. Ha aggiunto: “Era tutto nuovo per me. Mi ero trasferito da Seattle e facevo concerti punk rock a Los Angeles, ma non conoscevo nessuno a Hollywood, eppure eccomi là. Sono entrato da Canter’s. Il suo nome era Slash sull’annuncio. Avevamo parlato da un telefono pubblico e avevo pensato che potesse essere un tipo punk come me. Perché eravamo nel 1984. Nell’’84, e i Green River sono una buona testimonianza, le persone pensavano: ‘Qualunque cosa accadrà dopo sarà sulle nostre spalle. Il punk è finito’. Quando l’hardcore è arrivato ha tipo rovinato molte scene punk, con quei ragazzi di periferia dalla testa rasata che hanno iniziato a picchiare la gente e fare ‘sieg heils’. Era come: ‘Questo non è punk, ragazzi’. Quindi, qualunque cosa fosse successa dopo, sarebbe dipesa da noi”.

Successivamente McKagan ha narrato:

“Quindi, il nome di questo ragazzo era Slash. Gli artisti e le band che più gli piacevano e che lo avevano influenzato erano i Fear, gli Aerosmith e Alice Cooper. Pensavo: ‘Ok, questo ragazzo sta prendendo una direzione simile alla mia’. Io avevo i capelli corti tinti di blu. Sono entrato da Canter’s, ho raggiunto il tavolo dove mi avevano detto che sarebbero stati e mi sono trovato davanti questi due ragazzi dai capelli lunghi. Per me è stato una specie di shock culturale, e penso di essere stato un po’ uno shock culturale anche io per loro. Ma ci siamo seduti e abbiamo iniziato subito a parlare. Abbiamo parlato di musica. E quella è una cosa universale”. 

Raccontando di cosa è successo dopo quel primo incontro con Slash, il bassista dei Guns N’ Roses ha poi ricordato: “Siamo andati a casa di Slash, nel seminterrato di sua madre, e lui ha iniziato a suonare la chitarra acustica”. Ha continuato: “Sono entrato in questo seminterrato con Slash e ho pensato: ’Oh, wow’”. 

L’ultima prova sulla lunga distanza della formazione losangelina alle cui lavorazioni hanno preso parte anche Slash e Duff McKagan - che hanno lasciato la band rispettivamente nel 1996 e nel 1997, prima di tornare tra le fila del gruppo nel 2016 - è stato “The spaghetti incident?”, uscito nel 1993, 15 anni prima della pubblicazione dell’ultimo lavoro discografico consegnato ai mercati dai Guns N' Roses, “Chinese democracy” del 2008. Lo scorso mese di dicembre il 55enne chitarrista ha fatto sapere di aver lavorato con McKagan sul prossimo album della band californiana, che il 10 luglio 2022 terrà un concerto allo stadio Meazza di San Siro di Milano.

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