Mario Biondi invita a boicottare le radio che non passano musica italiana

La chiamata alle armi del cantante. Ma c'è chi dissente: "Detto da te, che canti in inglese...".
Mario Biondi invita a boicottare le radio che non passano musica italiana
Credits: Alessandra Fuccillo

La foto di una vecchia radio, la scritta "on air" nel campo della localizzazione. E un post dai toni polemici. Al "grido" di #musicaitaliana e #sosteniamolanostramusica Mario Biondi invita a boicottare le radio che non passano musica italiana. Lo fa su Instagram, scrivendo: "Volete fare i rivoluzionari? Volete fare qualcosa per la musica italiana? Esortate tutte le radio che programmano musica straniera a proporre musica nazionale o boicottatele", ha scritto il cantante. E ancora: "Fatelo per una settimana, se non bastasse per due, ma siate coerenti e vedremo insieme se essere uniti per la musica può servire. Coraggio!".

Non tutti gli utenti hanno condiviso il punto di vista del soulman siciliano, salito alla ribalta grazie a hit cantate in inglese, a partire da quella "This is what you are" che nel 2006 permise al suo album d'esordio "Handful of soul" di conquistare il primo posto nella classifica di vendita italiana. "Ma se tu canti in inglese", "Un bravo cantante non dovrebbe incitare gli altri a disertare la musica, che sia italiana o straniera. Ha toppato alla grande", "Mi hai convinto, da domani smetto di ascoltare The Weekend e mi spacco i timpani con Orietta Berti", sono alcuni dei commenti sotto al post. Biondi ha rilanciato: "La musica in Italia è in crisi, ve ne siete accorti? Sostenere la musica italiana vuol dire sostenere la filiera intera. Oggi è necessario poi torneremo ad ascoltare le hit straniere".

Come Biondi anche Renato Zero, recentemente, ha invitato le radio a riscoprire i classici italiani: "Abbiamo visto i nostri De André, Guccini e Lauzi essere abbandonati, finire nel dimenticatoio perché, pur essendo libere, le radio hanno perso il buonsenso e l'abitudine di dimostrare che questo paese ha cantato molto alto. L'immondizia, per cortesia, lasciatela agli americani o agli inglesi: nel loro paese trattano solo musica di altissima qualità e a noi ci mandano lo spezzatino", ha detto il cantautore romano - che in passato fu discografico di Biondi con la sua Tattica - a margine della presentazione dei tre dischi di inediti per i suoi settant'anni.

Il tema delle "quote tricolori" nella programmazione radiofonica fu anche oggetto nel 2019 di una proposta di legge, nella quale si chiedeva "che le emittenti radiofoniche, nazionali e private debbano riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti". La proposta fece discutere.

L'ultimo album di Mario Biondi, che dopo le prime hit in inglese non ha mancato di cimentarsi con l'italiano (partecipando nel 2018 pure al Festival di Sanremo, classificandosi penultimo con "Rivederti"), è "Dare", uscito lo scorso gennaio.

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