Se anche Napster rialza la testa

Lontano dalle dimensioni che alla fine degli anni '90 ne fecero l'apripista della nuova era della musica digitale, ma anche dai problemi che ne derivarono, continua a ricevere finanziamenti e preannuncia novità
Se anche Napster rialza la testa

Il mondo dello streaming così come lo conosciamo non potrebbe essere più diverso da ciò che il nome ed il marchio Napster richiamano alla mente: gli albori del P2P, la vigilia dell'epoca dei download - era la fine degli anni '90 quando un diciannovenne Shawn Fanning mise in campo una splendida e rivoluzionaria piattaforma che in pochi mesi aveva aggregato 40 milioni di utenti, con un grosso problema però: era tutto illegale, mancava la gestione del copyright. Fu guerra, con azioni legali a decine e con gli artisti comprensibilmente schierati dalla parte opposta della barricata rispetto ai fans, ammaliati dal download gratuito. I Metallica, adamantini nel perseguire la piattaforma con veemenza, avrebbero detto anni dopo che "Napster ci aveva riportati all'età dei menestrelli".

    Il mondo dello streaming così come lo conosciamo non potrebbe essere più diverso da ciò che il nome ed il marchio Napster richiamano alla mente: gli albori del P2P, la vigilia dell'epoca dei download - era la fine degli anni '90 quando un diciannovenne Shawn Fanning mise in campo una splendida e rivoluzionaria piattaforma che in pochi mesi aveva aggregato 40 milioni di utenti, con un grosso problema però: era tutto illegale, mancava la gestione del copyright. Fu guerra, con azioni legali a decine e con gli artisti comprensibilmente schierati dalla parte opposta della barricata rispetto ai fans, ammaliati dal download gratuito. I Metallica, adamantini nel perseguire la piattaforma con veemenza, avrebbero detto anni dopo che "Napster ci aveva riportati all'età dei menestrelli".

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