Paul McCartney, "RAM": l'album prima sottovalutato, poi rivalutato

Sta per compiere 50 anni il secondo lavoro da solista dell'ex Beatle
Paul McCartney, "RAM": l'album prima sottovalutato, poi rivalutato

Le registrazioni terminate il 15 aprile

Se "McCartney", l'esordio solista del 1970, era stato pubblicato in concomitanza con l’annuncio dell’abbandono del gruppo da parte di Paul ma era stato realizzato con i Beatles ancora formalmente uniti, "RAM" raccolse invece tutte le tensioni accumulate da McCartney all’indomani di una decisione così difficile. 
Per le registrazioni dell’album McCartney si recò a New York, dove arrivò il 7 ottobre 1970.

La mini-band assemblata per le incisioni comprendeva due session men tra i più attivi della scena newyorchese: Denny Seiwell (batteria) e Dave Spinozza (chitarra), al quale però dopo una sola settimana subentrò Hugh McCracken, il cui lavoro alla chitarra avrebbe caratterizzato in modo decisivo il sound dell’album.
Le sessions dell’album ebbero luogo prima ai Columbia Studios (16 ottobre-20 novembre 1970), proseguendo agli A&R Studios di Phil Ramone (gennaio e febbraio 1971) dove furono aggiunte le sovraincisioni di archi ed ottoni a tre brani (“Uncle Albert/Admiral Halsey”, “The Back Seat of My Car” e “Long Haired Lady”, arrangiate da George Martin) e fu incisa “Ram On”.
In marzo Paul e Linda si spostarono a Los Angeles, presso i Sound Recorders Studios, dove terminarono il lavoro il 15 aprile, registrando altre canzoni (tra cui “Dear Boy”), sovraincidendo strumenti e parti vocali ed occupandosi del mixaggio. 
Le sessions furono le più prolifiche dell’intera carriera di McCartney con ben ventisei canzoni incise. Oltre ad “Another Day” e “Oh Woman, Oh Why?” – già pubblicate su singolo il 19 febbraio – e ai dodici brani inclusi in RAM, le sedute lasciarono sul campo diversi inediti.

Dal punto di vista stilistico, "RAM" è caratterizzato da una molteplicità di richiami ed impronte, quasi che McCartney non avesse intenzione di farsi catalogare in alcun modo. La tendenza alla frammentazione diventò in alcuni episodi eccessiva, e McCartney fece spesso ricorso al medley come espediente per dare sbocco ad idee altrimenti inutilizzabili. Se in "Abbey Road" McCartney era riuscito nell’intento di fondere l’essenza della musica pop coniugandola con la forma di quella sinfonica, anche "RAM" adottava
la stessa tecnica, ma senza la disciplina necessaria. I testi di alcune canzoni dell'album sembrano contenere riferimenti ed allusioni alla faccenda dei Beatles. Questo aspetto generò parecchie controversie e Lennon fornì una chiave di lettura in senso polemico di tutto il disco.

Le canzoni una per una

L'album si apre con “Too Many People”, un rock energico e deciso, seguito dal blues acustico “Three Legs” e da  “Ram On”, composta e suonata da McCartney all’ukulele (“Ram On” appare sull’album anche in una reprise: in realtà si trattava della coda della medesima traccia). 
“Dear Boy” è invece un pezzo per pianoforte, inciso da McCartney con il solo aiuto di Seiwell alla batteria e alle percussioni.

“Uncle Albert/ Admiral Halsey” è un patchwork di melodie, idee e soluzioni ritmiche, con alcuni passaggi evidentemente ispirati al music-hall.  I nomi citati nel titolo rimandano a due personaggi reali: “Uncle Albert” era Albert Kendall, uno zio di Paul, mentre “Admiral Halsey” era l’ammiraglio William Frederick Halsey (1882-1959), che aveva guidato la Terza Flotta americana contro il Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. .
“Smile Away” è un garage-rock con chitarre ruggenti e ben otto tracce di basso fuzz che Paul volle sovraincidere quando ascoltò il suono sporco prodotto dal suo strumento.
“Heart of the Country”, scritta ad Argyll in Scozia, è un’ode folk-country alla nuova vita campestre intrapresa da Paul e Linda. 
Uno dei brani più eccentrici è “Monkberry Moon Delight”, un rabbioso funk-rock scritto per Screamin’ Jay Hawkins, di cui McCartney ripropone lo stile vocale dalla timbrica impressionante, con urla e singhozzi.
In "RAM" McCartney rende omaggio anche al rock’n’roll delle origini con “Eat
at Home”, un brano in tre accordi, è nel tipico stile di Buddy Holly, pieno zeppo di coretti e lick di chitarra.
“Long Haired Lady” cantato a due voci con Linda è un altro pezzo nato dall’unione di frammenti sparsi. 
Presentata ai Beatles durante le sessions di "Get Back" nel gennaio 1969, “The Back Seat of My Car” è invece una jazz-ballad, costruita come una mini-suite, dove voci, strumenti e temi si alternano e si rincorrono in continuazione. 

La pubblicazione, le vendite

"RAM" fu pubblicato il 17 maggio 1971.

Per la copertina McCartney elaborò personalmente un artwork con motivi e disegni preparati assieme a Linda. Tra questi campeggiavano l’acronimo L.I.L.Y. (ovvero “Linda I love you”) e la foto (posta sul retro copertina) di due scarafaggi colti nell’atto della copulazione: la cosa fu unanimemente interpretata come simbolica del trattamento poco amichevole ricevuto da Paul dai suoi ex-compagni. Per la foto principale Paul si fece ritrarre nella sua fattoria alle prese con un montone (“ram”, appunto); un’immagine campagnola che non aiutò la buona stampa di "RAM" e che, qualche mese più tardi, avrebbe solleticato anche la fantasia di Lennon, che ne farà una parodia con una cartolina inclusa nell’album "Imagine". .
Appena il disco apparve sul mercato, il pubblico gli decretò un vasto successo. "RAM" arrivò al n.1 in Inghilterra, scalzando addirittura "Sticky Fingers" dei Rolling Stones. In America si fermò al n.2, bloccato da "Tapestry" di Carole King, ma rimase in classifica per trentasette settimane, ottenendo il disco di platino, con circa un milione e 400mila copie vendute. In Europa le vendite complessive del disco si attestarono attorno al milione e 300mila copie.  

Le critiche

I critici, generalmente, non furono né entusiasti, né concordi su "RAM". Rimane celebre il giudizio espresso da Jon Landau di "Rolling Stone", che scrisse: “'RAM' è il punto più basso della decomposizione del rock degli anni Sessanta”. Sul New Musical Express Chris Charlesworth lo recensì a caldo così: “E’ un buon album per lo standard di chiunque. Il problema è che ti aspetti sempre troppo da uno come Paul McCartney”. Ike Legerwoods di "Disc & Music Echo" fu lungimirante, ma la sua fu una voce quasi isolata: “La mia prima impressione di 'RAM' è stata di confusione. Mi è sembrato un disco complicato, troppo prodotto, quando l’ho ascoltato nell’ufficio di Tony Barrow (…) In extremis, ho messo le cuffie… il risultato è stupefacente. Paul, hai fatto un ellepì splendido!”
Gli ex-compagni di McCartney ne rimasero estremamente delusi. Lennon non usò mezze misure: “E’ un disco terribile! Almeno in McCartney c’era qualche bella melodia come ‘Junk’…”. Ringo fu altrettanto franco: “Paul è un artista geniale ed incredibilmente creativo, ma mi ha deluso in questo disco. Non credo ci sia una sola buona melodia in RAM…”

Paul invece ne era orgoglioso e commissionò l’ellepì-tributo "Thrillington". Registrato ad Abbey Road tra il 15 e il 17 giugno 1971 (e pubblicato nel 1977 a nome Percy Thrillington, un personaggio di fantasia), il disco era la riproduzione strumentale di "RAM" in stile jazz/big band. Il cast era di prim’ordine: Richard Hewson (arrangiamenti), Tony Clark e Alan Parsons (fonici), Herbie Flowers (basso), Clem Cattini (batteria), Vic Flick(chitarra), Steve Grey (pianoforte), Roger Coulan (organo), Jim Lawless (percussioni), i Dolmetsch (flauti diritti) e i Swingle Singers (voci).

La rivalutazione

Negli anni, l'opinione dei critici più accorti ha ampiamente rivalutato le qualità dell'album, che oggi è presssoché unanimemente considerato una delle migliori opere del McCatney solista.
L’imbarazzante accoglienza ottenuta all’epoca della sua pubblicazione da "RAM" però in qualche modo accelerò il processo di costituzione di un nuovo gruppo, che McCartney aveva già in mente da qualche tempo: le critiche diedero dunque un’ulteriore sferzata a Paul, stanandolo dall’isolamento nel suo rifugio scozzese. Allo stile elaborato e alle stratificazioni sonore di "RAM" McCartney avrebbe contrapposto pochi mesi più tardi un album più ruspante e ruvido, inciso quasi in presa diretta con la sua nuova band Wings, un quartetto costituito dal batterista Denny Seiwell, dalla moglie Linda alle tastiere e dal vecchio amico Denny Laine alla chitarra. "Wild Life", pubblicato nel dicembre 1971 a nome Wings, avrebbe segnato il ritorno di Paul assieme ad una band per la prima volta dopo i Beatles.
Non si sarebbe trattato di un inizio facile: ma il progetto di McCartney era pensato per durare nel tempo. E infatti continua ancora oggi.

Tracklist:

"Too Many People"
"3 Legs"    
"Ram On"
"Dear Boy"
"Uncle Albert/Admiral Halsey"
"Smile Away"    
"Heart of the Country"
"Monkberry Moon Delight"
"Eat at Home"
"Long Haired Lady"
"Ram On (Reprise)"


"The Back Seat of My Car"

L'articolo è una sintesi (per gentile concessione dell'autore e editore Luca Perasi) del capitolo dedicato a "RAM" nel libro "I Beatles dopo i Beatles" (2016)



 

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