Masini anno zero: 'Mi riallaccio al primo disco cantando dell'amore'

Masini anno zero: 'Mi riallaccio al primo disco cantando dell'amore'

Lo si era capito bene già ai tempi della vittoria della rinascita al Sanremo 2004, dopo gli anni dell’esilio e del silenzio, che Marco Masini non è più quello della rabbia giovane, dei vaffanculo e degli epiteti sputati in faccia alle belle ma stronze.

Il nuovo Cd “Il giardino delle api”, con il singolo omonimo visualizzato da un delicato clip a cartoni animati diretto da Ernesto Pagano, lo conferma rafforzando anzi il concetto: “E’ il disco normale di una persona normale”, spiega rilassato e soddisfatto il diretto interessato nel bel giardino ventoso e soleggiato di un elegante hotel milanese. “Senza scandali, senza forzature, senza concessioni obbligate al ritornello facile e al suono radiofonico. E’ un disco di melodia italiana elaborata con quanto le nuove tecnologie mettono a disposizione, perché io non ho nulla a che fare con il pop di derivazione angloamericana. E’ il mio primo vero album da cantautore, il primo in cui ho preso in mano composizione, produzione e realizzazione dell’intero progetto. Invece di riprendere il discorso da ‘L’uomo volante’ mi riallaccio al mio primo album, quello di ‘Disperato’, di ‘Caro babbo’ e di ‘Ci vorrebbe il mare’. Con la stessa convinzione ma con la maturità di un quarantenne”. Merito anche del nuovo team di lavoro, che in luogo dell’antico mentore Giancarlo Bigazzi, con lui fino al 2001 (“Siamo ancora amici, per me resta un maestro di vita e di musica”, dice Masini), vede al suo fianco la coppia formata da Goffredo Orlandi, compositore/arrangiatore, e dall’autore di testi Beppe Dati. Niente più provocazioni “bigazziane”, dunque. Niente più temi scottanti (la droga, la violenza sessuale), niente più urla di disperazione: “Il giardino delle api” riflette la nuova serenità dell’artista toscano. Masini conferma: “Oggi mi sento completamente pulito e disintossicato. E’ vero, in passato ci sono stati ragazzi che nelle mie canzoni hanno ritrovato le loro insicurezze, le loro fragilità, il loro istinto di timida ribellione. Ma oggi io ho trovato un mio equilibrio e una stabilità affettiva, e anche i giovani sono cambiati. Rispetto alla mia generazione hanno il grande vantaggio della moltiplicazione dei mezzi di comunicazione, dei collegamenti rapidi con il mondo esterno: il che permette di crescere e di farsi una cultura molto più rapidamente. E poi un cantante non è mai un santone, o un politico: incarna e rappresenta semplicemente delle emozioni”. Non lo interessano più i temi a sfondo sociale? “Questo disco parla dell’amore, non solo quello di coppia, ma anche dell’amore per sé e per la vita: e anche questo è un tema sociale. L’ape che impollina il fiore, nel pezzo che intitola il disco, rappresenta la purezza dell’amore. E quel sentimento può crescere anche nelle famiglie di api operaie, all’interno delle case-alveari in cui molti di noi vivono la loro esistenza quotidiana”. Ci sono osservazioni dirette della realtà in pezzi come ‘Brava’, ritratto delle aspiranti veline che popolano l’effimero quotidiano televisivo (“Sono stato quattro anni con una ballerina e l’ho vista affrontare centinaia di provini. Ancora oggi per guadagnarsi da vivere deve ballare su un cubo”) e in “Maledetta amica mia”, tema l’amicizia tra uomo e donna (“che può esistere solo quando svanisce il desiderio sessuale. Lo racconto perché a me è capitato”), ma anche numerose citazioni poetiche e letterarie tra le dodici canzoni del disco (in una traccia, “Nel mondo dei sogni”, compare anche la ex Gazosa e nuova compagna di etichetta Jessica Morlacchi). “Beppe Dati è un poeta, davvero, anche se il suo pessimismo di fondo ogni tanto mi fa incavolare. Pascoli e Leopardi sono i suoi fari, soprattutto il secondo: avere numi tutelari così ti fa sentire in qualche modo più protetto”. .


Uomo nuovo e cantautore rinnovato, Masini è pronto a dare una sbirciata anche ai mercati internazionali: “Il disco è stato proposto in Germania, Austria e Svizzera ed è piaciuto, ora aspettiamo le risposte di Spagna, Polonia, Russia e America latina. Dopo un anteprima a Pomarance, in provincia di Pisa, il tour parte proprio dall’Europa dei festival. Spero che Tiziano Ferro, che personalmente apprezzo molto, abbia aperto una porta per la musica italiana all’estero. Abbiamo un patrimonio da difendere e da valorizzare, peccato che alcune radio non la pensino allo stesso modo. Non sono preoccupato per me ma per i miei nipoti che faranno i cantautori”.
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