Quella volta che Prince pretese 10mila dollari di rose in camerino

L’artista di Minneapolis era solito trattarsi bene, nel backstage dei suoi spettacoli: un organizzatore di concerti americano racconta…
Quella volta che Prince pretese 10mila dollari di rose in camerino

Le richieste bizzarre che si annidano nelle clausole dei rider - nome tecnico che indica il contratto stretto da un promoter e il management di un artista per l’organizzazione di un concerto - rappresenta ormai un sottogenere letterario, al quale si aggiungono con buona regolarità nuovi gustosi capitoli. Uno degli ultimi è stato riferito da Danny Zelisko, veterano del live promoting a stelle e strisce, che - dal 1974 a oggi, tramite la sua agenzia Evening Star Productions - ha prodotto show per stelle di primissima grandezza come, tra gli altri, Paul McCartney, Queen, Bruce Springsteen, Nirvana e Prince.

Nella sua recente autobiografia “All Exce$$ - Occupation Concert Promoter”, l’agente e imprenditore ha riferito un divertente aneddoto riguardante l’autore, polistrumentista e performance di “Purple Rain”.

“Il ruolo del promoter è quello del padrone di casa”, ha spiegato Zelisko: “Un buon padrone conosce - ed esaudisce - i desideri dei propri ospiti, perché vuole che quella che organizza sia una bella festa. Il backstage, in fondo, è la casa di un artista”.

“Un rider pazzesco col quale mi è capitato di avere a che fare è stato uno di Prince”, ha proseguito il promoter: “Tra le richieste c’erano delle particolari qualità di rose e garofani, prodotte solo in Olanda. Voleva che l’intero camerino fosse addobbato con questi fiori, per un costo totale di 10mila dollari. Ho pensato che fosse un po’ stravagante, ma alla fine era quello che voleva. Mi domando quante altre volte l’abbia chiesto: credo che Prince abbia fatto la fortuna di molti floricoltori”.

Questa non è la prima richiesta bizzarra trapelata dai rider consegnati dal management di Prince alle agenzie di live promoting: negli anni Novanta l’artista era solito esigere la presenza di un medico nell’area backstage dei suoi spettacoli pronto a somministrargli un’iniezione di vitamina B12. La richiesta fu mantenuta anche in occasione delle date del tour di Musicology, nel 2004, quando l’artista era solito non poter fare a meno di tè al cioccolato biologico e una buona quantità di candele al gelsomino e alla lavanda, oltre che a “tavoli in tutte le aree di ingresso del backstage” per permettere agli ospiti di potervi depositare “regali e fiori”.

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