Bassnectar accusato di violenza sessuale e pornografia minorile

La causa depositata ieri, 5 aprile, dagli avvocati di due donne, che sostengono di essere state abusate dall'artista tra il 2012 e il 2016
Bassnectar accusato di violenza sessuale e pornografia minorile

Lorin Ashton, Dj e produttore conosciuto come Bassnectar, è stato formalmente accusato di violenza sessuale. Gli avvocati Brian Kent, Stewart Ryan e Alexandria MacMaster dello studio di Filadelfia Laffey, Bucci & Kent e l’avvocato di Nashville Phillip Miller hanno depositato una causa legale nei confronti dell’artista per conto di due donne, che sostengono di essere state abusate da Ashton quando ancora erano minorenni.

I fatti risalirebbero a un periodo compreso tra il 2012 e il 2016. Stando ai memoriali consegnati alle autorità - visionati da TMZ - Bassnectar, in un primo momento, avrebbe contattato le presunte vittime con dei messaggi diretti sui rispettivi account social: una volta stabilito il contatto, Ashton avrebbe incontrato le giovani, per incoraggiarle a guardare “American Beauty” - descritto come “un film su un uomo di mezza età che ha una relazione con una ragazzina” - pellicola del ‘99 diretta da Sam Mendes citata direttamente da Bassnectar nei suoi show dal vivo:

Una volta acquisita la fiducia delle accusatrici, anche con biglietti e pass per i suoi eventi dal vivo, Ashton convocava le ragazze nella propria stanza d’hotel, dove le convinceva ad avere rapporti sessuali non protetti. Dopo gli incontri il Dj era solito lasciare alle donne delle somme di denaro - generalmente comprese tra i 300 e i 1600 dollari - incoraggiando le vittime a tenere segreta la relazione.

Le accuse rivolte al produttore nei documenti depositati in tribunale sono molto pesanti: la giovane età delle querelanti e le tattiche di plagio riferite nelle testimonianze - le ragazze sarebbero state in tutto e per tutto condizionate da Ashton, che esigeva anche l’invio via cellulare di scatti intimi delle vittime - hanno portato i legali ipotizzare i reati - oltre che di violenza sessuale su minore e pornografia minorile - anche di traffico di esseri umani.

Le querelanti domandano un risarcimento per danni morali e per le spese mediche sostenute a causa dello stress emotivo provocato dalle vicende: in giudizio non è stato citato il solo Dj, che anche le società a esso collegate, ovvero l’etichetta Amorphous Music, la società di booking Bassnectar Touring, la Redlight Management, la C3 Presents (società di live promoting controllata al 51% da Live Nation) e la Interactive Giving Fund, no-profit creata dallo stesso Bassnectar per promuovere “l’empatia, l’interattività e l’altruismo”. Né Ashton né le società citate nel procedimento hanno commentato ufficialmente la causa.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad autentiche rese dei conti nei confronti di personalità e istituzioni che finalmente sono state tenute a rendere conto di anni di abusi sessuali contro adulti e minori”, ha spiegato a EDM.com il legale Brian Kent: “Tuttavia abbiamo solo iniziato a grattare la superficie su come i potenti possano andare avanti per anni a commettere abusi senza esserne ritenuti responsabile. Questa causa riguarda la ricerca di giustizia non solo nei confronti di Bassnectar, ma nei confronti delle società che hanno collaborato con lui e aiutandolo a compiere gli abusi che si presume abbia commesso”.

L’attività condotta dall’account Instagram @evidenceagainstbassnectar, che già lo scorso anno aveva raccolto decide di testimonianze di abusi a carico dell’artista, aveva portato il DJ - l’estate passata - a ritirarsi a tempo indeterminato dall’attività musicale: “Faccio un passo indietro, abbandonando la mia posizione di potere e privilegio, perché voglio assumermi le mie responsabilità”, fece sapere l’artista per mezzo di una nota ufficiale, dove, pur riconoscendo come “alcune delle mie azioni passate hanno causato dolore, per per questo sono profondamente dispiaciuto” e facendo sapere di “provare immensa compassione per le persone che ho ferito”, definì “false” le accuse di violenza.

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