Il racconto del cantante che ha quasi sostituito Bon Scott negli AC/DC

L’uomo che per poco non entrò a far parte della band australiana ricorda la sua esperienza
Il racconto del cantante che ha quasi sostituito Bon Scott negli AC/DC
Credits: Josh Cheuse

A seguito della morte del frontman degli AC/DC Bon Scott, scomparso il 19 febbraio 1980 all'età di 33 anni, la band australiana si mise alla ricerca di un nuovo cantante. Tra coloro che tentarono di guadagnarsi il posto rimasto vacante, prima che venisse affidato a Brian Johnson, ci fu anche Steve "Burtie" Burton. 

Burton, un cantante di Birmingham, Inghilterra, che lavorava come tecnico per alcune band, tra cui i Judas Priest, decise di presentarsi ai provini per cercare di unirsi alla formazione capitanata da Angus Young dopo essere stato raccomandato da due amici roadie che lavoravano per gli AC/DC, Terry Lee e Keith Evans. Recentemente intervistato da Howard Johnson per il magazine “Rock candy”, come riportato da Blabbermouth, Steve Burton ha ricordato la sua esperienza e ha raccontato: “Mi recai a Londra per fare un provino per la band. Andai d'accordo con tutti e pensai di essere stato bravo. Ma per qualche motivo non ottenni il posto, che andò a Brian Johnson, ovviamente”.

Burton ha aggiunto: “Dovevo aver fatto comunque una buona impressione alla band, perché poco dopo ricevetti una telefonata e mi venne chiesto se fossi interessato a lavorare con il nipote di Angus e Malcolm Young, Stevie. Stava formando una nuova band a Birmingham e Malcolm gli disse che avrebbe dovuto contattarmi”.

Il gruppo in questione fondato da Stevie Young - figlio del fratello maggiore dei chitarristi degli AC/DC - era quello degli Starfighters, che poco dopo la loro nascita, con Steve Burton come cantante, andarono in tour come gruppo spalla della formazione australiana durante la sua tournée inglese del 1980 a supporto dell’album “Back in black”.

Successivamente lo stesso Angus Young decise di collaborare con la band di Stevie, registrando le tracce "Alley cat blues" e "Rock’ em dead”. I due brani permisero agli Starfighters di ottenere un accordo con la Jive Records, per la quale pubblicarono nel 1981 il loro primo eponimo album e due anni più tardi il disco “In-flight movie”. Il gruppo, però, non ebbe vita lunga e si sciolse poco dopo la pubblicazione della sua seconda prova sulla lunga distanza, salvo poi riunirsi in occasioni sporadiche negli anni successivi.

“Avevo rinunciato a tutto per la band”, ha spiegato Steve Burton: “Perché sai come funziona.

Sei sulla buona strada per la celebrità, ti stai per stabilire in America e quella roba lì. Sono finito a lavorare per due anni nel bar di un mio amico a Birmingham, cucinando hamburger”. Sottolineando di non essere amareggiato per non aver ottenuto il posto negli AC/DC e per lo scioglimento degli Starfighters, Burton ha detto: “Brian ha ottenuto il posto nella band perché ha una voce fantastica e nel corso degli anni ha fatto un lavoro fantastico”. Il cantante, inoltre, ha fatto sapere di non essere “mai stato geloso del successo di nessuno”, nonostante il suo ex compagno di band Stevie Young continui a suonare come chitarrista ritmico nel gruppo australiano, dopo essere stato chiamato a sostituire nel 2014 lo zio Malcolm Young, successivamente scomparso nel 2017. Steve Burton, che ha continuato a fare musica e a cantare in varie band e che - tra le altre cose - lo scorso anno con i Vincent Flatts Final Drive ha dato alle stampe il disco “Back in the saddle”, ha poi dichiarato: “Qualunque cosa accada nella vita devi andare avanti, che sia suonare in una band o spalare merda tutto il giorno”.

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