Canzoni e codice penale: la proposta dell’on. Ascari, l’obiezione di Vincenzo Incenzo

La deputata M5S propone che l’aggravante di istigazione o apologia mafiosa per le canzoni che inneggino alla criminalità. Il cantautore replica: ‘Lasci all’intelligenza e alla sensibilità del pubblico giudicare cosa è riprovevole e cosa no’
Canzoni e codice penale: la proposta dell’on. Ascari, l’obiezione di Vincenzo Incenzo

Sta facendo discutere la proposta di legge depositata dalla deputata in quota Movimento 5 Stelle Stefania Ascari in merito all’articolo 414 del Codice Penale in materia di istigazione o apologia riferite ad attività

di associazione di tipo mafioso. Nel documento presentato alla Camera dei Deputati - e disponibile in versione integrale a questo indirizzo - la parlamentare emiliana sostiene:

“(...) si apprende sempre più spesso di cantautori che si fanno autori e interpreti di canzoni i cui contenuti inneggiano ai vari esponenti della malavita e della criminalità organizzata. (...) Non si può più tollerare che messaggi così pericolosi vengano spacciati per arte e questo vale per la musica, per il cinema, per i social network e per ogni altro mezzo di comunicazione di massa. Il principio della libertà di espressione, anche artistica, trova un limite laddove si istiga a compiere reati e ad esaltare un modello di società non fondata sul diritto (...) La libertà del pensiero non può più essere invocata quando l’espressione del pensiero si attua mediante un’offesa ai beni e ai diritti tutelati dalla nostra Carta costituzionale”.

In concreto, la modifica proposta all’articolo 414 introdurrebbe queste nuove aggravanti:

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, se l’istigazione o l’apologia riguardano il delitto previsto dall’articolo 416-bis o i delitti commessi dalle associazioni di tipo mafioso di cui al medesimo articolo la pena è aumentata della metà. La pena è aumentata fino a due terzi se il fatto è commesso durante o mediante spettacoli, manifestazioni o trasmissioni pubbliche o aperte al pubblico ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici”

La proposta è stata bocciata senza appello dal cantautore Vincenzo Incenzo, storica voce della canzone d’autore italiana e titolare di collaborazioni - nel corso della sua carriera - con, tra gli altri, Renato Zero, Michele Zarrillo, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Sergio Endrigo, PFM, Patty Pravo e Tosca. In una lettera aperta diffusa nel pomeriggio di oggi, martedì 30 marzo, l’artista ha invitato la deputata a “riconsiderare la sua posizione”. Con queste motivazioni:

“La sua intenzione, se riesco a decifrarla, è forse quella di fermare l’onda di neomelodici che inneggiano ai mafiosi, o di trapper che esaltano la criminalità, ma la proposta in sé appare ambigua e pericolosa.

Lei afferma che sempre più spesso ci sono ‘cantautori che si fanno autori e interpreti di canzoni i cui contenuti inneggiano ai vari esponenti della malavita e della criminalità organizzata’. E prosegue dicendo che ‘la libertà del pensiero non può più essere invocata quando l’espressione del pensiero si attua mediante un’offesa ai beni e ai diritti tutelati dalla nostra Carta costituzionale’.

Già da queste affermazioni emerge come la proposta possa sfociare in uno scenario pericoloso, andando ad attaccare in maniera indiscriminata e cieca tutto ciò che non canti a voce unisona la legalità.

Le canzoni, Onorevole, raccontano il loro tempo, sono sentinelle della Storia, fotografano epoche, comportamenti, modelli positivi e negativi.

Il suo potere magico e abiettamente poetico, come lo definì Pasolini, non può prevedere censure di sorta. Abbiamo un precedente pericoloso, quello del fascismo, che si arrogò il diritto di orientare la musica, imponendo i valori del regime, curando i rapporti con gli autori, patrocinando eventi e dirigendo stampa e radio. Non mi sembra abbia portato a nulla di buono.

Dov’è il confine, Onorevole? L’arte ha la necessità di immedesimarsi con il suo oggetto, di guardare la realtà anche da punti di osservazione scomodi.

Che succederà poi? Passeremo a censurare la letteratura e il cinema? Bruceremo le serie televisive di Saviano? Elimineremo Gambadilegno dai cartoni animati della Disney? Le tele di Caravaggio, Magritte, Warhol, che hanno esaltato scene di crimine?

L’arte è l’ultimo baluardo degli spiriti liberi. In una società che sempre più tende a livellare le differenze e i comportamenti, ritengo che la libera espressione sia ancora un diritto sacrosanto. Lasci all’intelligenza e alla sensibilità del pubblico giudicare cosa è riprovevole e cosa no. La Storia poi darà il suo verdetto, come sempre.

Spero che questo mio appello non resti isolato come una voce nel deserto, ma che anche altri artisti si uniscano al mio grido. La invito a riconsiderare la sua posizione. Per il futuro del nostro Paese e dell’Arte, che nel bene e nel male ha portato frutti solo quando è stata libera contro tutte le proibizioni e i divieti”.

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.