NFT & Ticketing

Quali sono i termini e gli spazi di applicabilità dei non-fungible tokens alla realtà dei biglietti per eventi
NFT & Ticketing

Al significato e al funzionamento degli NFT, o non-fungible token, abbiamo dedicato un articolo introduttivo a 360°. Gran parte del loro esordio nell’industria musicale è stato all’insegna dell’hype e di una serie di offerte sulla blockchain da parte di artisti che hanno messo in vendita articoli prelibati per i segmenti più accaniti della loro fanbase. Abbiamo poi iniziato ad esplorare sia quale potrebbe essere l'evoluzione degli NFT musicali esternamente all'hype, sia gli effettivi margini di impatto e applicabilità degli NFT alla musica in relazione al tema del copyright. Quali sono, invece, la loro attinenza con e il loro potenziale sul comparto del ticketing?

NFT Ticketing

Il ticketing realizzato con emissione di non-fungible tokens nasce con l'obiettivo di apportare vantaggi sia agli acquirenti, sia gli artisti, sia alle piattaforme, sia ai promoter. E' facile che quanto ai primi gli sforzi si concentrino sui temi dell'esperienza e della sicurezza; per quello che riguarda i secondi le novità vertano sulla possibile varietà delle fonti di monetizzazione; e per ciò che attiene alle terze ed ai quarti gli argomenti forti siano la tracciabilità e le connessioni tra il mercato primario e secondario.

Per i fans

Sull’onda delle prime emissioni di NFT musicali, la proposta di un "NFT ticket" come articolo da collezione regala nuovi significati a una tradizione vecchia di molti decenni, che vede il fan conservare il tagliando sia come ricordo, sia come prova della sua partecipazione (“io c’ero”), sia come minimale oggetto d’arte (un mini-poster da incorniciare ed esporre).

La sua versione digitale, apparentemente più arida perché intangibile, apre di fatto a diverse opzioni interattive, tutte basate sulla tracciabilità del token. Tra queste la possibilità, per l’artista o per la piattaforma, di inviare al possessore contenuti esclusivi e correlati alla data e al luogo specifici nei quali quell’evento si è svolto; di investire sull’esperienza sentimentale del fan, coltivando i ricordi all'interno di una relazione diretta; di rendere i biglietti veri e propri badge con i quali reclamare diritti aggiuntivi (dalla pre-sale della data successiva a qualsiasi aggiunta di carattere VIP); di fare soldi sul mercato dei biglietti rari; di entrare in relazione con altri fans presenti a quell'evento; di essere censito dall'artista come super-fan magari perchè risulta posessore di più biglietti in località diverse nello stesso tour.

Per i promoter

Scalando verso applicazioni più sofisticate, meritano attenzione le possibilità di applicare la DeFi (“Decentralised finance”) al ticketing. Significa che gli organizzatori di concerti, che storicamente hanno una necessità di finanziarsi nel periodo che separa la fase della prenotazione della venue e del versamento dell’anticipo all’artista dal momento in cui iniziano le prevendite, potrebbero tokenizzare i biglietti e usarli come “collateral” (cioè come beni offerti a garanzia). Siamo, qui, in un territorio limitrofo al crowdfunding, per quanto con un potenziale di esecuzione più efficace attraverso la blockchain grazie alle caratteristiche uniche del token.

Per gli artisti (e non per i bagarini)

Infine, più contiguo al versante dei copyright e quindi alla un po' gassosa materia dei cosiddetti “ricavi perpetui”, merita molta attenzione il potenziale che gli NFT possono avere sulle dinamiche del secondary ticketing. I token, e quindi anche qualsiasi NFT ticket, sono infatti programmabili e dotati di uno “smart contract” collegato a ogni blocco e transazione della catena. Se uno smart contract prevedesse una suddivisione di royalties per ogni vendita successiva del biglietto sul mercato secondario, i proventi realizzati con la rivendita andrebbero (anche) agli artisti, con meno gioia per i bagarini.

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