Concerti, ieri a Barcellona la prima prova di evento post-Covid: i commenti di Piero Pelù e Lodo Guenzi

Al Palau Sant Jordi i Love of Lesbian si sono esibiti davanti a una platea non distanziata. Il frontman dei Litfiba plaude l’iniziativa e incalza: ‘In Italia sapremo fare lo stesso?’. E Guenzi ricorda che i lavoratori dello spettacolo...
Concerti, ieri a Barcellona la prima prova di evento post-Covid: i commenti di Piero Pelù e Lodo Guenzi

Nella serata di ieri, sabato 27 marzo, al Palau San Jordi di Barcellona si è tenuto uno dei più grandi esperimenti in tema di sicurezza e sostenibilità dei grandi eventi musicali dal vivo, bloccati in tutta Europa da ormai un anno a causa dell’emergenza sanitaria da SarS-Cov-2. Organizzato con il placet delle autorità iberiche, l’evento - che ha visto la band dei Love of Lesbian esibirsi davanti a una platea di 2400 persone non distanziate - ma tutte sottoposte a un test antigenico all’ingresso per certificarne la negatività al virus - sarà utile a istituzioni e operatori del settore per valutare le nuove strategie di ripartenza dopo la fase acuta della pandemia: i biglietti, in vendita a prezzi compresi tra i 23 e i 28 euro includevano il tampone rapido - eseguito da circa un’ottantina di infermieri - al quale sono stati sottoposti gli spettatori, il cui ingresso alla struttura è stato subordinato all’esito negativo dello stesso. Sul totale dei partecipanti all’evento, solo tre sono stati trovati positivi ai Covid-19.

“Benvenuti a uno dei concerti più emozionanti della nostra vita”, ha detto al pubblico il frontman dei Love of Lesbian Santi Balmes subito prima di iniziare lo show. L’esperimento, finanziato dal recovery fund europeo, ha rappresento solo il primo step di un programma più esteso volto a testare e standardizzare le condizioni di sicurezza sanitaria in occasione dei grandi eventi.

L’iniziativa ha avuto ampia eco anche in Italia, dove - come ricordato solo ieri dal presidente di Assomusica Vincenzo Spera - il comparto della musica dal vivo, nel 2020, ha conosciuto picchi negativi che hanno raggiunto il 97% rispetto al 2019, quando nel nostro Paese un indotto da 260mila persone dipendeva da un giro d’affari pari a 700 milioni di euro generati da poco meno di 10 milioni di biglietti venduti nell’arco di dodici mesi. All’indomani dell’esperimento catalano, due artisti hanno condiviso con il pubblico le proprie riflessioni su quanto successo in Spagna.

“In Olanda e in Spagna ci sono già stati due concerti dal vivo con circa 5.000 spettatori (cavie) presenti grazie alle mascherine e al test antigienico negativo”, ha fatto sapere il frontman dei Litfiba Piero Pelù: “Se si dimostrasse che i contagi da assembramento live controllato fossero attorno allo 0% saremmo capaci di fare lo stesso anche in Italia?”.

Una mancanza di prospettive per la ripartenza, almeno da parte della politica italiana, è stata evidenziata anche dal cantante e chitarrista dei Lo Stato Sociale Lodo Guenzi:

“... in fondo alla catena alimentare ci siamo noi. Noi, non io. Non quelli che cantano a Sanremo, che pubblicano i dischi e hanno SIAE e royalties. Quelli che montano i palchi, che spostano i case, che aprono le serrande, che guidano i furgoni. Quelli che adesso cercano altri lavori, vendono strumenti e mezzi, fanno i debiti o si lasciano andare. Vite nascoste dietro l’equivoco che accendere un palco serva a far sentire figo chi ci sale sopra non a dare una vita dignitosa a centinaia di migliaia di famiglie dietro a quelli che il palco l’hanno messo su. Ancora una volta, gli ultimi ad avere una prospettiva in un mondo in cui saremo gli ultimi a uscire dalla crisi. Che amarezza”.

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