Emusa, Acep e Unemia scrivono al MiBACT: ‘Più sostegno agli editori musicali’

L’appello per ‘una categoria di imprenditori che opera in uno dei settori più penalizzati dall’emergenza sanitaria, ma che con grande difficoltà riesce ad accedere ai contributi previsti per la generalità delle imprese’
Emusa, Acep e Unemia scrivono al MiBACT: ‘Più sostegno agli editori musicali’

Tre associazioni di categoria in rappresentanza degli editori musicali, Emusa, Acep e Unemia, hanno inviato una lettera aperta al ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini e al sottosegretario Lucia Bergonzoni per denunciare le difficoltà della società del settore nell’accedere agli aiuti previsti dalle istituzione per le aziende messe in crisi dall’emergenza sanitaria.

“Gli impresari di spettacolo, gli esercenti delle sale cinematografiche, i Teatri, hanno risentito e  risentono immediatamente dei mancati introiti dovuti all'impossibilità di organizzare eventi con la partecipazione del pubblico mentre, come Lei ben sa, gli editori musicali - così come gli autori e compositori - percepiscono i propri proventi da diritto d’autore non nell’anno in cui le loro opere vengono utilizzate bensì in quello successivo e ciò in relazione alla fisiologica tempistica necessaria per la gestione delle rendicontazioni e delle ripartizioni da parte degli Organismi di gestione collettiva mandatari”, si legge nella nota: “In pratica, i proventi (relativi alla pubblica esecuzione delle opere musicali e/o riproduzione delle opere musicali su supporti fonografici) maturati nel 2019 sono stati percepiti nel 2020. Ne consegue che l’evidenza del calo di fatturato dovuto agli effetti dell’emergenza sanitaria non scaturisce dal confronto tra il 2020 rispetto al 2019 bensì dal confronto tra il 2021 rispetto al 2020”.

“In relazione a tale particolare fattispecie, dunque, la gran parte degli Editori musicali non potranno beneficiare dell’importante sostegno rappresentato dal contributo a fondo perduto i cui all’articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 e che prevede quale condizione di accesso proprio l’aver subito un calo del fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019”, conclude il documento: “Senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte ad una categoria di imprenditori che opera in uno dei settori più penalizzati dall’emergenza sanitaria ma che con grande difficoltà riesce ad accedere ai contributi previsti per la generalità delle imprese”.

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